IL PALLONE E LA POLITICA

IL PALLONE E LA POLITICA

Non sono bastati Higuain e Ribery a mettere i bastoni fra le ruote a Inter e Milan, ci si è messa anche la sovrintendenza.
Solo che nel primo caso si parla di scudetto e champions (o salvezza?), nel secondo del “nuovo” stadio di Milano.
E se, quando si parla di pallone, è bene che a decidere siano i giocatori, quando si parla di quello che succede in città a decidere dovrebbe essere la politica, nell’interesse della città e dei suoi abitanti.
Anche dei club sì, ma quelli arrivano dopo.
E allora ben venga l’entrata a gamba tesa (niente cartellino giallo questa volta) della sovrintendenza se servirà a riaprire davvero la discussione.
Con due punti fermi, che la demolizione di San Siro e la costruzione del nuovo stadio non è ancora decisa e allora parlare di quale delle due proposte piaccia di più non è solo prematuro ma anche fuorviante.
E che prima dell’esigenza di un nuovo stadio, più “moderno” e più tutto quello che si vuole, viene l’esigenza della città che, almeno secondo noi, non è quella di costruire nuovi quartieri per i più ricchi, non è quella di avere un nuovo centro commerciale e non è quella di consumare nuovo suolo.
Piuttosto è quella di guidare lo sviluppo della città in direzione di una città per tutti, anche e soprattutto di chi oggi fa più fatica.
Ma pare che non sia questa la priorità di Inter e Milan.
E probabilmente neanche di Higuain e Ribery, ma questa (forse) è un’altra storia

Elena Comelli

Ti potrebbero interessare