IL PARCO BASSINI E LA NECESSITA’ DI UN BILANCIO AMBIENTALE DELLA CITTA’

IL PARCO BASSINI E LA NECESSITA’ DI UN BILANCIO AMBIENTALE DELLA CITTA’

Una delle cose che mi ha colpito di più della vicenda (degli alberi) di via Bassini è il fatto che per il Politecnico di Milano costerebbe molto di più recuperare e riconvertire un edificio esistente che costruirne uno nuovo su un terreno “di sua proprietà”.
Perché il nodo è tutto qui.
Fino a quando costerà meno costruire (o comprare) qualcosa di nuovo invece di recuperare (o riparare) qualcosa di esistente, si andrà avanti a colpi di battaglie su singoli casi.
E il più delle volte, ahimè, le si perderà.
Il punto è che, evidentemente, il costo del nuovo dipartimento di chimica del Politecnico non comprende il costo, diretto e indiretto, non solo del mancato riuso di un edificio esistente, ma anche dell’eliminazione di un’area verde.
Quanto vale, in salute e quindi in mancata spesa sanitaria, un’area verde?
Quanto costa, in termini di co2 presente nell’aria, il taglio di alberi importanti e la loro sostituzione, in un tempo a oggi indeterminato, con alberi giovani?
E chi restituisce a Milano e alla sanità pubblica questi soldi?
A oggi nessuno perché, evidentemente, non vengono contabilizzati.
Si chiama, anzi si chiamerebbe, bilancio ambientale e, forse, è il caso di cominciare a parlarne, soprattutto in una città dove la consapevolezza dell’emergenza ambientale c’è ma manca la forza, la capacità e la determinazione di trasformarla in politiche concrete per la città.
E per tutti i suoi attori, che siano pubblici, privati, immobiliaristi, atenei o singoli cittadini.

Elena Comelli

PS sui costi del taglio degli alberi per tutta la comunità e sulla non sostituibilità con nuovi alberi ha detto parole definitive Francis Hallé il più rinomato botanico francese e consulente di grandi Comuni, nel libro: “Ci vuole un albero per salvare la città”, Ponte alle Grazie (Milano).

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