IL RAZZISMO E IL SILENZIO

IL RAZZISMO E IL SILENZIO

Sabato, durante Roma-Napoli, l’arbitro Rocchi ha sospeso la partita dopo l’ennesimo coro razzista della curva giallorossa (coro che, per altro, scandiva un simpatico slogan coniato da quel “patrimonio della bestialità” che è la curva del Verona).
Domenica Verona-Brescia è stata scandita da cori e ululati contro Mario Balotelli, senza che l’arbitro sentisse il bisogno di intervenire.
Non pago dello show organizzato sugli spalti, il capo ultras del Verona ha spiegato che non si tratta di razzismo, ma Balotelli non sarà mai davvero italiano.
Roba da chiudere la curva del Verona per i prossimi 50 anni almeno.
Per non farsi mancare niente e spiegare che loro non sono razzisti, il presidente e l’allenatore del Verona ci hanno spiegato che i cori della loro curva sono solo sfotto’.
Insomma, ululati con una sottile vena di ironia.
Quella che una Federcalcio decente metterebbe in mostra spiegando alla dirigenza del Verona che non è per razzismo, ma loro in serie A proprio non ci possono stare.
E invece no.
Silenzio.
Silenzio dalla federazione e anche dal ministero degli interni dove (per gli smemorati) Salvini non siede più da qualche mese.
Un silenzio che suona soprattutto come un messaggio per l’arbitro Rocchi e per chi pensa che le partite si possono anche sospendere.
Elena Comelli

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