IL SERVIZIO CIVILE AMBIENTALE

IL SERVIZIO CIVILE AMBIENTALE
È ai nastri di partenza (2021-2022) il Servizio Civile Ambientale. Grazie alla firma avvenuta tre giorni fa tra il Ministero della Transizione Ecologica e il Ministero per le Politiche Giovanili, sono stati stanziati 20 milioni di euro a favore dell’impegno giovanile in ambito ecologico. Un approccio inizialmente sperimentale, ma che punta a farlo divenire una pedina fondamentale del Servizio Civile Universale già a partire dalla prossima tornata di volontariato.
Non rimangono quindi solamente spot elettorali messi in piedi negli ultimi anni, bensì il Governo punta alla sensibilizzazione ecologica con fatti concreti, inediti, che qualche mese fa erano impensabili.
Una rivoluzione ambientale che sino alla scorsa edizione esisteva in forma ridotta, grazie delle declinazioni progettuali ambientalistiche di Servizio Civile Universale, ma che non erano ancora legittimate. Enti locali come acomuni, città metropolitane e regioni, (ma anche Wwf e Legambiente), mettevano a bando posizioni di volontariato nei servizi dedicati all’ambiente (es. caccia e pesca, agricoltura, sviluppo rurale, economia circolare, tutela del territorio), ma mai come questa volta si era stato pensato ad un prodotto ad hoc che sensibilizzasse non solo i volontari stessi ma che agisse direttamente anche sulla popolazione, i beneficiari diretti di questa nuova politica di servizio civile.
Diventa così pivotale la sensibilizzazione dei giovani all’educazione ambientale, alla tutela e valorizzazione delle biodiversità, del rinnovabile, dello sviluppo sostenibile ma soprattutto della lotta allo spreco alimentare.
Il progetto è dedicato agli under 35, (non solo agli under 28 come per il Scu), con un adeguamento contrattuale si è passati a 444 euro di assegno di servizio e ad oggi registra 41 mila volontari in servizio su tutto il territorio nazionale e nei Paesi stranieri.

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