In una città senza auto ci si sposta più velocemente

In una città senza auto ci si sposta più velocemente

La Milano a due velocità oggi ha un’altra faccia: quella delle scelte, diverse, sul modo di muoversi e spostarsi in città. Da un parte la mobilità sostenibile, che anche grazie alla bella novità di ofo e mobike sta riempiendo le strade, dal centro alla periferia, e dall’altra il traffico automobilistico che sta tornando, non rimpianto, a intasare la città.
Forse, anzi senza forse, è arrivato il momento delle scelte.

Il bike sharing, che sia quello tradizionale di bikemi o quello innovativo del free-floating, non può essere solo un servizio in più a disposizione dei cittadini.  Deve essere anche un tassello di politiche nuove che puntino a liberare la città dalle auto.

Non basta più incentivare la mobilità sostenibile, ampliando l’offerta di bike sharing o restituendo chilometri al trasporto pubblico, è necessario disincentivare l’uso dell’auto e farlo in modo deciso e senza tentennamenti.
Una città con meno auto non è solo una città più vivibile, più pulita e più attenta alla salute dei cittadini, è anche una città dove le distanze tra centro e periferia si riducono .

Perché sì, a qualcuno sembrerà strano, ma in una città senza auto ci si mette meno a spostarsi, con i mezzi pubblici o in bicicletta.

E allora servono il coraggio e la capacità di fare un passo in avanti, sperimentando, rischiando qualche critica e qualche momento di impopolarità, ma mettendo al primo posto la voglia e la volontà di fare di Milano un modello di qualità della vita.

 

Elena Comelli

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