#IORESTOACASA, DIARIO milanese DaLLA QUARANTENA (6)

#IORESTOACASA, DIARIO milanese DaLLA QUARANTENA (6)

Una delle cose più strane, e più incredibili, che ti possono capitare all’epoca del Coronavirus è quella di cominciare un lavoro nuovo.

A me è capitato. Ho iniziato un lavoro nuovo, tutto in smart working, tutto da remoto – come è giusto e necessario che sia.

E, se è vero, che ormai moltissimi lavori si possono fare tranquillamente da casa, è meno vero – almeno per me – che si può lavorare senza conoscere i propri compagni di banco. E allora, la maggior parte del mio tempo la sto passando al telefono, su skype e altre diavolerie, parlando del lavoro, delle sue regole, dei suoi strumenti e della sua quotidianità ma anche parlando molto di noi, delle sensazioni, delle preoccupazioni, delle speranze e del tempo che sembra infinito che abbiamo davanti.

Io i miei nuovi compagni di banco non li ho mai incontrati di persona, ma di molti di loro, oltre al volto e alla voce, ho imparato a conoscere i figli, il gatto, la libreria e la tazzina del caffè. Sembra poco, ma nell’epoca dell’isolamento e delle distanze, è davvero tanto.

Perché, una volta di più, vengono prima le persone. Anche nei momenti più difficili, anzi soprattutto in quelli.

Elena Comelli

P.S. Se si può iniziare un lavoro nuovo da casa, allora si possono proseguire anche quelli già avviati. Non ci sono scuse, nessuna, per chiedere ai propri lavoratori di andare in ufficio quando si può farne a meno

Ti potrebbero interessare