LA BANALITA’ DEL MALE

LA BANALITA’ DEL MALE

A me la sola idea che Liliana Segre debba aver bisogno di una scorta fa paura.
Mi fa paura l’idea che una donna di 89 anni, sopravvissuta all’olocausto e alla prigionia a Auschwitz, sia in pericolo nell’Italia del 2019.
Mi fa paura il solo pensiero che debba aver bisogno di una scorta chi sceglie di testimoniare perché ciò che è accaduto non accada più, che debba aver bisogno di una scorta chi sceglie di esporsi, in prima persona, contro l’odio, il razzismo e la violenza.
Mi fa paura perché significa che stiamo perdendo la battaglia con la storia e la memoria.
La solidarietà e la vicinanza a Liliana Segre non bastano più, come non basterà (se mai ci sarà) il sostegno ampio alla commissione voluta da Liliana Segre.
Non basteranno se, intanto, non ci si darà a una mossa a intervenire su quella questione sociale, fatta di lavoro che manca, di lavoro povero, di periferie, di case e scuole che cadono a pezzi, che è il brodo di coltura per l’odio fomentato dalla destra.
E è l’amplificatore più grande per le dichiarazioni dell’ex ministro degli interni che, con la solita faccia di tolla, ci spiega che quelle ricevute da Liliana Segre sono “gravi come quelle ricevute da lui”
La banalità del male

Elena Comelli

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