La barra dritta sui diritti

La barra dritta sui diritti

Proprio ieri, il Consiglio comunale ha approvato una mozione a favore della coltivazione della cannabis terapeutica nel territorio milanese. La notizia ci rallegra, perché racconta di una cultura che inizia finalmente a cambiare, a partire dal riconoscimento dei benefici medici della pianta. Approvata da una maggioranza consiliare compatta, desta comunque stupore il fatto che tale mozione sia stata presentata dal capogruppo di Forza Italia al consiglio, proprio su un tema tradizionalmente così inviso alla destra. Forse il tema è stato tralasciato dalla maggioranza a favore di più impellenti tematiche amministrative: certo è, che c’è subito stato chi ha saputo occupare quello spazio, ottenendo un buon risultato, che ci avvicina all’obiettivo della legalizzazione.
Ci sono battaglie culturali che si combattono giorno dopo giorno, conquistando un millimetro dopo l’altro. Ne furono chiaro esempio i Registri istituiti dalla scorsa consiliatura milanese in tema di unioni civili e fine vita, come la registrazione delle maternità surrogate nella consiliatura attuale. Si tratta di gesti di estremo valore culturale e politico, che possono creare una pressione politica sul governo nazionale affinché se ne discuta seriamente. Oggi, lo sappiamo, tanto le unioni civili quanto il fine vita hanno finalmente una definizione giuridica e delle regole.
Così, ci tocca stupirci doppiamente questa settimana, perché non solo la mozione cannabis arriva da Forza italia, ma perché al contempo la maggioranza resta silenziosa di fronte alla vicenda della mancata registrazione della paternità a una coppia di padri. Nonostante le ragionevoli motivazioni a riguardo, non possiamo non constatare che così facendo il Comune – fino ad ora locomotiva dei diritti in Italia – ha fatto un passo indietro, per eccessiva prudenza, indebolendo suo malgrado proprio quel ricorso a favore del diritto alla registrazione che pende davanti alla magistratura competente, nonché la propria voce su queste battaglie.
Siamo certi che si tratti di una settimana un po’ confusa, di tempismo sfortunato e che il sindaco Beppe Sala saprà tenere la barra dritta. Ma ci teniamo a ricordare che una buona amministrazione non basta a convincere i cittadini, serve la cifra politica, l’indirizzo di sviluppo – non solo economico – che la città si da. Ogni spazio, ogni battaglia che abbandoniamo è un terreno che qualcuno è pronto ad occupare, e non necessariamente per difendere le nostre stesse idee. L’attenzione alle battaglie per i diritti di tutt* rappresenta la cifra politica del Comune di Milano e ancora per molto tempo vogliamo lavorare per questo.

Viola Nicodano

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