LA BIBLIOTECA DI CONDOMINIO

LA BIBLIOTECA DI CONDOMINIO

Una biblioteca nasce per iniziativa dei residenti in un caseggiato Aler con mille problemi. Il gruppo di pensionati e adolescenti catalogano centinaia di libri e la intitolano a Falcone e Borsellino: “Il caseggiato è rimasto a lungo afflitto da infiltrazioni malavitose, ma per noi la legalità è un valore portare alto, con coraggio. Dove abitiamo è essenziale rimanere onesti e uniti e forse la cultura ci aiuta, questo è il nostro messaggio”.
Sembrano Davide contro Golia, ma si sforzano di tracciare una possibile strada, e mi fanno estrema tenerezza.
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Un docente appassionato di storia, tre pensionati “attivisti” (Andrea, ex ferroviere, Aldo, ex operaio, Michela, ex badante). E insieme a loro un insolito gruppo di adolescenti di varie età e diversi Paesi. In queste ore lavorano alacremente, circondati da libri. E’ un piccolo gioiello di intraprendenza, la biblioteca condominiale che viene inaugurata oggi nel caseggiato Aler di via Belinzaghi 11, dietro piazzale Maciachini. “E’ la prima volta che un progetto di questo tipo nasce dall’iniziativa di un Comitato inquilini. Abbiamo partecipato ad un bando regionale e conquistato un alloggio che era inutilizzato da dieci anni”, spiega l’insegnante Luciano Vacca, che coordina la squadra di residenti. Dal quartiere sono arrivati cinquecento di libri, catalogati con pazienza certosina dai promotori che insieme ad Aler hanno anche riqualificato gli spazi: “La difficoltà sarà farli leggere, questi volumi – ragionano concreti -. Dobbiamo invogliare anche chi con la lettura non ha confidenza”. Hanno tante idee, vorrebbero organizzare incontri con gli autori e in collaborazione con l’associazione Nuovo Armenia, persino proiettare film in tutte le lingue. “Abbiamo deciso di dedicare questo nostro <gesto di riscatto> a Falcone e Borsellino – continuano -. Il caseggiato è rimasto a lungo afflitto da infiltrazioni malavitose ma per noi la legalità è un valore da tenere alto, con coraggio. Dove abitiamo è essenziale rimanere onesti e uniti e forse la cultura ci aiuta, questo è il nostro messaggio” (….)

Elisabetta Andreis

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