LA CULTURA SERVE SEMPRE, ANCOR PIU’ ORA

LA CULTURA SERVE SEMPRE, ANCOR PIU’ ORA

Quando parliamo della pandemia del COVID-19 usiamo gli aggettivi ‘imprevedibile’ e ‘inaspettata’. Nulla di più errato. Per esempio: il libro dell’anno 2018 Treccani pubblicava in evidenza l’articolo di Giovanni Rezza “La pandemia prossima ventura” che descrive esattamente il rischio delle epidemie globali. Leggiamo il testo: “La tempesta perfetta che si potrebbe scatenare a seguito dell’introduzione di un agente infettivo, magari un virus influenzale di origine animale in grado però di trasmetterci efficientemente da persona a persona è ciò che gli addetti ai lavori, e non solo, oggi più temono.” La pandemia l’ha prodotta la nostra società quando ha deciso di relegare la cultura scientifica ai margini del dibattito pubblico, facendone oggetto di derisione e accusa. Dobbiamo tornare a capire qual è l’esatta gerarchia dei saperi e delle competenze. Dobbiamo tornare a pensare che la conoscenza non può essere disgiunta dalla autorevolezza. Le università della vita lasciamole al passato tossico del populismo, il futuro è dalla parte della Treccani.

Filippo Del Corno

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