LA FORESTA DI MILANO

LA FORESTA DI MILANO

Abbado ne chiese 90mila come cachet per suonare alla Scala, la giunta della Moratti disse di si e poi non li piantò. Oggi i tempi sono cambiati, Stefano Boeri ha fatto una proposta che leggete nel link, il Comune sembra accoglierla e non solo.

Alberi per la città. Alberi veri, non in vasi. terra, ossigeno, vita.

l’articolo del Corriere  Corriere Milano che racconta l’iniziativa lo puoi leggere qua

L’editoriale sempre del Corriere che commenta la proposta e ricorda il regalo del Maestro Abbado alla città, lo leggete qui di secuito:

La proposta di Stefano Boeri avvallata dal sindaco Sala di 100 mila nuovi alberi per Milano ha fronde fresche ma radici lontane. Dieci anni fa, a sognarla per primo è stato un direttore d’orchestra innamorato della natura quanto della musica. Per il suo ritorno alla Scala dopo 23 anni, Claudio Abbado aveva chiesto un cachet «verde»: 90 mila alberi per Milano. «È la mia città e la amo» spiegava a chi gli chiedeva conto di quella richiesta così assurda per molti. Difatti era una sfida. Che Letizia Moratti, allora sindaca, raccolse impegnandosi a realizzarla. Ma gli alberi promessi si ridussero a poche centinaia, sistemati a casaccio, senza manutenzione. Per salvare l’apparenza e i marciapiedi cari ai negozianti e alle auto in centro ne furono piantati poche decine invaso, destinati a rinsecchire precocemente e diventare ricettacoli di cartacce. Nell’ottobre 2012 Abbado tornò alla Scala. Se ne ripartì con grandi applausi ma anche con un’ombra di amarezza per quel cachet mai onorato. Il sogno pareva svanito, ma il seme era stato gettato. E come il maestro dal pollice verde ben sapeva, i semi prima o poi attecchiscono. E quando non te l’aspetti più, ecco spuntare una, cento, mille piante. Piantare alberi è un gesto d’amore, ripeteva Claudio. È lasciare un’eredità per il futuro. I centomila alberi piantumati entro l’anno se li godranno tra qualche decennio i milanesi oggi giovani. Questo è il bello. Come diceva Cicerone: il vecchio pianta gli alberi perché siano utili alla generazione successiva. E non vale solo per le piante.

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