LA MIA PRIMA CAMPAGNA

LA MIA PRIMA CAMPAGNA

Questa è stata la mia prima campagna elettorale.

L’ho affrontata da donna, pensando che nella politica e nelle istituzioni debba esserci un noi prima dell’io.
Un noi che deve ricomprendere l’ascolto e la partecipazione della comunità, che metta al primo posto l’interesse collettivo, anche nell’agire pubblico e di governo della città.

L’ho affrontata convinta che la vita delle persone non sia uguale ovunque.
Se abiti in una bella casa, in una zona servita con mezzi di trasporto e servizi, se hai un lavoro ben retribuito, la vita a Milano è certamente facile e piacevole.
C’è che spesso manca lo guardo alle persone più in difficoltà e io voglio essere quello sguardo, impegnarmi affinché le scelte (urbanistiche, di sostegno, di servizi) dell’amministrazione comunale siano per tutti per davvero.

Ho in mente una Milano altra, quella di coloro che faticano ad arrivare a fine mese. È questa la Milano che deve avere la priorità nell’agenda pubblica.
A partire da un’edilizia popolare, curata e rispettosa dell’ambiente e del risparmio energetico, a prezzi compatibili per coloro che hanno bassi redditi, da servizi sociali e sociosanitari per i più fragili.

Ho affrontato questa campagna elettorale anche guardando a me stessa, alla mia lunga esperienza sindacale nella CGIL, che mi dice che il lavoro è un pezzo fondamentale della vita e che il lavoro per giovani donne e uomini è la priorità.
Un lavoro stabile, retribuito, in sicurezza permette ad ognuno di noi di affrontare le sfide della vita.

A Milano, città del lavoro per eccellenza, c’è tantolavoro sottopagato, precario, povero, sia nel lavoro dipendente che indipendente.
Su questo si può e si deve intervenire con la creazione di lavoro buono, sia pubblico che privato. Un bollino del lavoro buono per chi rispetta le regole e i contratti potrebbe rappresentare per Milano una sfida importante.

Sono temi e impegni ambiziosi che non sono realizzabili da una sola persona. E qui torna il NOI.

È necessario lavorare insieme ad altre e altri, dentro e fuori le istituzioni.
Dentro con compagni e compagne di viaggio, in un lavoro costante di interlocuzione e costruzione di posizioni comuni della sinistra, che oggi più che mai ha bisogno di unità e di iniziativa comune.
Fuori dalle istituzioni perché abbiamo bisogno di rendere le stesse aperte e accoglienti, coinvolgendo le persone nelle decisioni che le riguardano.
Questa per me è la misura della democrazia di una città di donne e uomini liberi.

Questi sono i motivi per i quali chiedo la tua fiducia, nel votare MilanoUnita – la sinistra per Sala, e di indicare il mio nome come preferenza.

In nome di quel noi che può fare la differenza.

Elena Lattuadacandidata capolista “MilanoUnita – la sinistra per Sala”

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