LA NECESSITÀ DEI VACCINI E L’ESIGENZA DEL DIALOGO

LA NECESSITÀ DEI VACCINI E L’ESIGENZA DEL DIALOGO

La scienza insegna l’esercizio del dubbio. Cioè in primis di mettere in discussione i propri convincimenti anche più profondi. Pensiamo che questo approccio debba anche guidare la buona politica e le scelte che facciamo nell’amministrare.

Abbiamo provato ad approcciarci così alla questione dei vaccini e della necessità che nessuno si sottragga alla sua responsabilità sociale. Personalmente sono ed ero convinta della necessità di vaccinarsi e di vaccinare i nostri figli. In tal senso una mole indiscutibile di letteratura scientifica spiega i risultati raggiunti in modo convincente. Eppure è giusto chiedere una continua verifica ed attualizzazione dei dati. Eppure è sacrosanto insistere sulla verifica degli standard di sicurezza e questa necessaria verifica non può essere appaltata alle aziende ma deve essere nelle mani dello Stato ovvero della collettività.

Con questo spirito mi sono avvicinata alla discussione sul rendere obbligatorie le vaccinazioni per poter accedere alle scuole d’infanzia. Obbligatorietà già prevista dalla legge nazionale ma messa in discussione da sentenze.

Dopo una seria riflessione abbiamo largamente convenuto sul fatto che sia necessario favorire un processo di educazione e formazione ancor prima che un obbligo formale.

La proposta avanzata nelle scorse settimane dal consigliere Marco Fumagalli ci ha permesso di intraprendere una discussione su un tema prioritario e di stretta attualità. Così senza rinunciare all’obiettivo della diffusione massima dei vaccini e del richiamo alla responsabilità sociale dovremo provare ad ottenere il risultato senza contrapposizioni ma pronti all ascolto e, appunto, all’esercizio del dubbio.

Una comunità si costruisce anche nella capacità di ricomprendere atteggiamenti diversi dai propri e di lavorare perché l’interesse comune e la salute pubblica siano l’obiettivo oltre che delle istituzioni cittadine anche di tutti i cittadini e di tutte le famiglie milanesi.

Anita Pirovano

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