LA NOSTRA SALUTE MENTALE

LA NOSTRA SALUTE MENTALE

La salute mentale, necessaria a tutti, ma non univoca né omologabile, viene spesso considerata, rispetto ad altri aspetti del benessere, quasi secondaria, spesso rimossa nella pratica quotidiana, nelle relazioni interpersonali e di gruppo .
Il 10 ottobre 2020 (oggi) si celebra la Giornata mondiale della salute mentale in tutto il mondo, una ricorrenza voluta dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, conosciuta anche come Mental Health Day.
Non c’è salute, individuale e collettiva, senza salute mentale. La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità. Una buona salute mentale consente agli individui di realizzarsi, di superare le tensioni della vita di tutti i giorni, di lavorare in maniera produttiva e di contribuire alla vita della comunità ad ogni età.
Ma la sofferenza psichica riguarda molti, spesso le nostre famiglie, i nostri amici, i nostri colleghi. I pazienti affetti dai disturbi mentali vengono spesso emarginati, esclusi, ghettizzati e abbandonati alle cure esclusive delle loro famiglie, sempre che siano fortunati ad averne una. La Legge Basaglia di 40 anni fa, se da un lato è servita a chiudere i manicomi, dall’altro non è stata adeguatamente sviluppata per arrivare a far si che si organizzino strutture e aiuti pubblici che possano essere sufficienti per molti, per tutti.
Servono più investimenti pubblici destinati alla salute psicologica di ogni persona. Oggi più che mai: la pandemia di Covid-19 ha colpito duramente anche il benessere psicologico di milioni di individui ovunque nel mondo. Questo sarà un problema che dovremo affrontare con la stessa attenzione e cura con la quale ci battiamo contro l’inquinamento, il consumo di suolo, le diseguaglianze sociali ed economiche e tutte le problematiche che il capitalismo liberista ci lascia in eredità.

“Secondo l’ultimo rapporto sulla Salute Mentale del Ministero della Salute, in Italia, gli utenti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici italiani sono 837.027. Di questi il 53,8% sono donne e il 68,3% ha più di 45 anni. Gli uomini soffrono di più di disturbi schizofrenici, di personalità, da abuso di sostanze e di ritardo mentale, mentre le donne statisticamente presentano per di più disturbi affettivi, nevrotici e depressivi (le donne affette da depressione sono quasi il doppio rispetto agli uomini)”

Ma oltre ad un intervento pubblico sostanziale serve anche un cambiamento di mentalità che faccia avvicinare le persone sulla base di una diversità condivisa partendo dal presupposto che “da vicino nessuno è normale”, ma qualcuno è più debole e va aiutato, nella nostra comunità, nelle nostre famiglie, nei nostri gruppi sociali.

Giuseppe Pino Rosa

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