La pena è assicurata

La pena è assicurata

Periodicamente, al verificarsi di fatti di cronaca drammatici come quello accaduto pochi giorni fa, con l’uccisione di un barista a Budrio durante una rapina, si leva forte la voce di chi denuncia il fatto che nel nostro paese mancherebbe la “certezza della pena” e compaiono, anche su organi di informazione progressisti, articoli in cui si finisce per alimentare questa percezione diffusa, raccontando con disappunto come molti responsabili di determinate tipologie di reato – in questo caso furti e rapine – non finiscano in carcere o non ci rimangono “quanto dovrebbero”.

La prospettiva con cui il gruppo di lavoro di Sinistra x Milano sugli autori di reato guarda a questo tema complesso è invece profondamente diversa ed è ben riassunta in una lettera aperta inviata di recente alla redazione de “la Repubblica” da Alessandra Naldi, Garante dei diritti delle persone private della libertà per il Comune di Milano: se è indubbio che a ogni rottura del patto sociale da parte di chi infrange le leggi debba sempre corrispondere una sanzione, occorre tuttavia adottare un ventaglio di risposte punitive diverse, tramite cui trasferire in misura crescente l’esecuzione penale fuori dal carcere, avendo di mira il reinserimento progressivo del reo nella società, in accordo col dettato costituzionale.

Chi si occupa di carcere, chi ci lavora, sa bene che effetti devastanti esso abbia sul corpo, sulla psiche e sulle relazioni sociali dei detenuti e sa quanto la carcerazione risulti dannosa “soprattutto per le persone che hanno commesso reati minori”, per le quali la prigione rischia di trasformarsi in una scuola di criminalità; fra quanti hanno scontato almeno una parte della pena in esecuzione penale esterna, invece, il tasso di recidiva è nettamente inferiore. “Le pene più efficaci, anche per garantire la sicurezza della cittadinanza, sono quelle che non allontanano l’autore di reato dalla comunità cui appartiene ma al contrario lo aiutano – attraverso prescrizioni, obbligo di lavoro e attività di utilità sociale – a capire l’importanza del rispetto delle leggi e delle norme della convivenza civile”.

Oltre ad accrescere il grado di civiltà del nostro paese, spostando l’attenzione dalle infrazioni compiute agli esseri umani che ne risultano responsabili, il ricorso crescente a sanzioni alternative, a misure non detentive, in particolare per gli autori di reati meno gravi e per chi ha già trascorso un lungo periodo in carcere, produce l’abbattimento della recidiva e, quindi, maggiore sicurezza sociale. La pena è assicurata anche se la si sconta, in tutto o in parte, all’esterno delle mura di un penitenziario.

 

Stefano Simonetta

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