LA POVERTA’ COLPISCE I GIOVANI, 240MILA IN LOMBARDIA

LA POVERTA’ COLPISCE I GIOVANI, 240MILA IN LOMBARDIA

LA POVERTA’ COLPISCE I GIOVANI, 240MILA IN LOMBARDIA (da Avvenire)
La povertà continua ad essere una piaga sociale difficile da contrastare. Soprattutto se si parla di una povertà dimenticata: quella che coinvolge bambini e ragazzi di famiglie disagiate. Sono ben 183mila i nuclei in condizioni di povertà assoluta in tutta la Lombardia, il dato più allarmante diffuso ieri in Cattolica, al convegno “Dare voce agli invisibili. Le povertà in Lombardia dal Rei al RdC”. Ovvero dal Reddito di inclusione sociale al Reddito di cittadinanza, entrato in vigore il 6 marzo scorso: per quest’ultima misura sono già state presentate 90mila domande in regione (su un totale nazionale di un milione 250mila). In testa la provincia di Milano col 39% delle richieste, seguita da Brescia (13%) e Varese (8,5%); circa 53mila i pagamenti già di Le domande di Reddito di cittadinanza presentate in regione fino al 30 aprile sposti in regione. «E necessario adottare un piano quadriennale per la lotta contro la povertà» ha dichiarato Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli e portavoce nazionale dell’Alleanza contro la povertà, il tavolo di 21 associazioni nato nel 2013 che ha organizzato il convegno, all’interno del Festival dello sviluppo sostenibile. «Le misure di contrasto alla povertà devono essere durature; se sono finanziate in deficit rischiano di essere instabili. Non possiamo mettere in discussione il welfare ogni volta che c’è bisogno di un riequilibrio della finanza pubblica». Rossini ha posto l’accento sulle famiglie disagiate, un fenomeno da cui deriva la povertà minorile: «E uno dei problemi più gravi: bisogna lavorare per contrastarla, altrimenti sarà un problema che ci trascineremo a lungo». I minori poveri di oggi saranno infatti gli adulti poveri di domani. Dell’emergenza “povertà minori” ha parlato anche Giancarlo Rovati, docente di Sociologia dello sviluppo all’università Cattolica. «E stata recepita dal Reddito di inclusione, che ha dato la priorità alle famiglie con figli in minore età. Ma, con l’entrata in vigore del Reddito di cittadinanza si è registrato un sostanziale passo indietro, perché il legislatore ha riservato un trattamento penalizzante alle famiglie con minori». Per Rovati, se il Rei è stato avviato, nel 39% in maniera «timida», i primi risultati del Reddito di cittadinanza sono insufficienti: «I singoli costituiscono il 47,9% delle famiglie beneficiarie del Reddito di cittadinanza (626mila) e riceveranno in media un sussidio di 4.469 euro (82% del reddito). Le coppie con figli minorenni sono circa 260mila (pari al 19,6% delle famiglie beneficiarie) e percepiranno in media un sussidio inferiore a quello delle coppie con figli adulti (6.470 euro contro 7.041 euro), perché a parità di numero di componenti, questo tipo di famiglia beneficia di una scala di equivalenza più alta, e quindi sussidi più generosi a parità di reddito». Parlando poi di bambini e giovani (da 0 a 17 anni), Rovati si è soffermato su quella che ha chiamato “priorità trascurata” da tempo e aggravata dalla crisi economica dell’ultimo decennio. «Prendendo come riferimento il 2007, dieci anni dopo, nel 2017, l’incidenza della povertà assoluta tra minorenni è aumentata di quattro volte, mentre tra gli anziani è rimasta sostanzialmente stabile (dal 4,4% al 4,6%), per effetto dei trattamenti pensionistici e degli assegni sociali». In particolare, in Italia sono oggi un milione e 200mila i minori in difficoltà economiche (a causa delle condizioni familiari); di questi il 20% è in Lombardia (240mila), anche se in valore assoluto la povertà qui è minore rispetto alle due regioni che detengono il primato, ovvero Sicilia e Campania. Tante le cause che possono portare alla povertà: la perdita del lavoro in primis, ma anche malattie psico-fisiche, la dipendenza dalle droghe o dall’azzardo, le separazioni coniugali, e il “lavoro povero”, ovvero sottopagato, che fornisce un reddito insufficiente ai carichi familiari.

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