La priorità è garantire una casa dignitosa a tutti

La priorità è garantire una casa dignitosa a tutti

Ci sono situazioni che quando le incroci non puoi più voltarti dall’altra parte, per la disperazione che le attraversa e la complessità e l’umanità dei problemi che raccontano.

Via Cavezzali 11 è una di queste, ma sicuramente lo sono anche via Bolla e via Gola; due complessi abitativi, patrimonio pubblico questa volta – ALER, e quindi Regione Lombardia, per la precisione, dove degrado e abusivismo la fanno da padrone, due luoghi e due realtà che dovrebbero essere al centro delle attenzioni e degli investimenti di chi li gestisce.

Eppure in questi giorni i giornali ci raccontano una storia diversa: ci raccontano che Aler si volta dall’altra parte e, ammettendo neanche troppo implicitamente la propria incapacità di gestirli, sceglie di mettere in vendita i due stabili, spostando semplicemente gli abitanti da un’altra parte, come se vite, abitudini e relazioni potessero essere movimentate come un pacco postale. Una scelta motivata dal fatto che il risanamento sociale di via Bolla e via Gola “presenta una tempistica che travalica la scadenza del piano di risanamento aziendale”, insomma l’ammissione che il bilancio viene prima della dignità e della tutela delle persone.

La decisione di Aler, ufficializzata in 7 righe all’interno delle 76 pagine del bilancio preventivo dell’azienda lombarda sono, semplicemente, l’ammissione di una sconfitta amministrativa e gestionale e dell’incapacità di affrontare problemi sì complessi ma legati alla vita quotidiana dei cittadini.

Difficoltà di convivenza e diritto alla casa – queste le questioni che, sottotraccia, attraversano via Bolla e via Gola, questioni tanto contemporanee quanto urgenti perché riguardano una fascia crescente di popolazione che, di fronte all’inasprirsi della crisi e alla perdita di certezze per l’oggi ancor prima che per il domani, si trova a vivere e ad alimentare un’emergenza abitativa crescente.
Emergenza abitativa significa mancanza di case in affitto a prezzi accessibili, significa un patrimonio edilizio, pubblico e privato, che ha bisogno urgente di manutenzione e significa case vuote e persone e famiglie senza una casa. E allora, la priorità per chi, tra le proprie competenze amministrative ha la casa, dovrebbe essere proprio questa: garantire una casa dignitosa a tutti.

Nel biennio 2016 – 2017 il comune di Milano ha investito quasi 60 mln di EUR per recuperare gli alloggi sfitti all’interno del patrimonio MM a fronte dei soli 10 mln investiti da Regione Lombardia per tutto il patrimonio Aler: numeri che parlano chiaro, che raccontano priorità e attenzioni di chi amministra città e Regione. Mentre il Comune di Milano lavora per rendere disponibili le case vuote, con l’obiettivo di recuperare e assegnare mille alloggi all’anno, nel 2017 la priorità di Regione Lombardia è stata quella di modificare i criteri per l’accesso alle graduatorie Aler, privilegiando “l’anzianità della residenza in Lombardia”; intanto in via Bolla e in via Gola la situazione precipitava…

 

 

Elena Comelli

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