La riforma dello ius soli non può essere tradita

La riforma dello ius soli non può essere tradita

Se ci riproveranno, ci ritroveranno pronti. Grazie e avanti così: stop invasione”.
Così su Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini.

Si archivia così, nella speranza di essere smentiti, la legge sullo Ius Soli.
Un nulla di fatto che era nell’aria da giorni, una legge riconosciuta “di civiltà'”, sia tutto il centro sinistra che da tanto associazionismo e cittadinanza attiva, e che quindi pone tratti ben poco civili sull’attuale Governo.

Troppo rischioso porre la fiducia, nonostante il sostegno confermato da tutta l’opposizione di sinistra, impossibile proporre un maxiemendamento per riportare alla Camera la discussione, soluzione che non avrebbe comunque risolto l’incognita dei numeri al Senato, ma che poneva il problema di come modificare una legge frutto di innumerevoli mediazioni e accordi.

Il timore di far cadere il governo ha portato Gentiloni ad affermare “tenendo conto delle scadenze non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza, non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva”

Perché, appunto, vorremmo sottolineare che il tema sono i bambini e i ragazzi. Bambini che, senza l’approvazione di quella legge, saranno sempre e comunque bambini di serie B, con tutte le difficoltà che ne conseguono, dalla banale partecipazione ad una gita scolastica ai ben più complicati iter ospedalieri. In Italia lo ius soli esiste già per quei pochi ragazzi che si iscrivono in alcune associazioni sportive legate alla FIGC e in merito a questo nessuno ha alzato scudi, forse perché garantire pari diritti e pari dignità non è così rilevante come garantire gli interessi di qualche club calcistico. L’impegno della politica si deve misurare sia su quanto fa per i più deboli sia sul reale impegno a concretizzare quelle leggi che possano rendere il proprio paese un Paese civile.

Del resto era una sconfitta annunciata e quasi scontata quando un “Centro Sinistra” governa da anni con il centro destra e rinvia fino all’ultimo le leggi di civiltà, quelle che segnano il confine tra i valori della sinistra e quelli della destra. Ancora una volta si evidenzia l’ipocrisia di maggioranze fittizie, di equilibri ottenuti con i coltelli alla gola, di alleanze false, perché falsi sono i presupposti. Ancora una volta la politica delle alchimie ha perso credibilità, ancora una volta ha abdicato al ruolo di essere strumento di conquista dei diritti.

Se l’unità di misura dei diritti diventa il consenso elettorale, se i diritti diventano merce di scambio per le alleanze di destra, se il maggior partito di governo diviene ostaggio della propria maggioranza e perde la capacità di gestire l’agenda di governo, allora la politica non ha più senso, non ha il senso che dovrebbe avere e noi ci stiamo giocando il nostro futuro.

Come Sinistra x Milano facciamo nostra e condividiamo la delusione e l’incredulità del milione di ragazzi nati e cresciuti in Italia a cui verranno nuovamente negati i diritti di cittadinanza e ci sentiamo rappresentati in queste parole di Paolo Rozera, direttore di Unicef Italia, “La riforma dello ius soli non può essere tradita. Se un governo rischia di cadere su una legge così importante e di buon senso, significa che la nostra classe politica non è al passo con i tempi”.

Simona Regondi – Andrea Chisu

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