La situazione in via Scaldasole

La situazione in via Scaldasole

Venerdì 16 marzo insieme ad alcuni consiglieri di Municipio e ai funzionari di MM abbiamo effettuato un sopralluogo in via Scaldasole. Il sopralluogo riguardava sia gli spazi del grande parcheggio interrato che si sviluppa sotto le case popolari (Tra Via Scaldasole, Corso di Porta Ticinese, Vicolo Calusca) di proprietà del Comune e gestite da MM, che conta circa 500 posti auto dislocati su tre piani interrati; sia l’immobile, sempre di proprietà comunale, di via Scaldasole 5, da tempo chiuso perché pericolante e da alcuni mesi occupato.

La situazione che abbiamo trovato è tale per cui riteniamo molto urgente intervenire per risolvere da un lato uno stato di abbandono, di degrado e di pericolosità molto grave; dall’altro per dare una funzione a un grandissimo spazio inutilizzato. Per quanto attiene alla pulizia e alla bonifica di alcuni degli spazi del parcheggio, abbiamo invece concordato un intervento urgente di MM che è stato subito effettuato.

All’indomani del sopralluogo, abbiamo scritto a tutti gli assessori competenti (Casa Demanio, Sicurezza,Servizi Sociali) oltre che al Sindaco. La sola risposta che abbiamo avuto, ad oggi, è quella dell’Assessore Tasca che ci comunica della sua intenzione di mettere a reddito (vendere) il piccolo edificio neoclassico.
Vendita che ci vede del tutto contrari.

L’edificio di via Scaldasole 5, che a seguito di ripetute occupazioni abusive e diversi sgomberi è stato murato e messo parzialmente in sicurezza, è tuttora rifugio di tre o quattro giovani tossicodipendenti di nazionalità straniera (presumibilmente nigeriani) che lì vivono all’aperto al riparo di costruzioni di fortuna collocate sul retro dell’immobile. La situazione determina quotidianamente episodi di violenza e risse. Inoltre, gli occupanti (non solo quelli attuali) hanno nel tempo trasformato in latrine e in magazzini di materiale di ogni genere (anche di merce rubata) alcuni degli spazi, che sono accessibili dall’esterno attraverso le uscite di sicurezza che sono state manomesse, del parcheggio sotterraneo. Il piccolo cortile dove vivono è anch’esso un deposito di biciclette rubate e di altri materiali, nonché di rifiuti di ogni genere ammassati in grande quantità e alla rinfusa. La situazione ha determinato nei mesi forti preoccupazioni negli inquilini della casa popolare e di quelli delle case private che affacciano sul medesimo spazio.

Al di là del necessario sgombero, bisogna pensare subito ad una soluzione per i giovani stranieri (si direbbe abbiano poco più di vent’anni) che vivono oltre la soglia della povertà assoluta.

L’immobile, in stile neoclassico e tutelato dalla Sovrintendenza, è stato oggetto di una delle proposte per il Bilancio Partecipativo del 2015. Il progetto di recupero e di riutilizzo dell’immobile non aveva vinto, ma è stato giudicato molto interessante dal Municipio 1 che ha chiesto che fosse inserito tra le priorità per il 2018 del Piano Triennale delle Opere. Inoltre il Municipio ha sostenuto, insieme alle associazioni e ai comitati del quartiere, la proposta di una sua destinazione ad uso socioculturale e di laboratori.
Il parcheggio sotterraneo, che occupa tutto lo spazio sottostante all’immobile di edilizia popolare che si estende tra via Scaldasole, vicolo Calusca e corso di Porta Ticinese, è in gran parte inutilizzato fin dal giorno della sua costruzione, che risale a una quindicina di anni fa. Solo il primo piano è occupato dalle automobili degli inquilini delle case di MM e da quelle di alcuni affittuari delle case private che affacciano sull’ambito (in tutto meno di un centinaio). Si tratta di circa 500 posti auto in totale, disposti su tre piani interrati oggi del tutto abbandonati. E’ evidente che in tale contesto l’accesso anche solo al primo dei piani interrati risulta pericoloso per gli inquilini.

La situazione andrebbe risolta con un intervento congiunto degli Assessorati al Demanio e alla Casa: innanzitutto precludendo subito ogni accesso abusivo ai piani inferiori e, in seconda istanza, cercando di trovare una soluzione per un parcheggio che potrebbe, una volta reso accessibile in sicurezza, divenire o un parcheggio per i residenti del quartiere che abbiano necessità di affittare un posto macchina; o addirittura un parcheggio a rotazione. Questa seconda ipotesi, da non tralasciare, tiene conto del fatto che un parcheggio a rotazione nella zona della Darsena sarebbe sicuramente utile a risolvere il problema della sosta in un’area di movida. E farebbe di una struttura già esistente e per ora ancora in relativo ordine, una fonte di reddito per il Comune.

In ogni caso è necessario pensare ad una soluzione per uno spazio tanto grande che non è mai stato utilizzato: si tratta di uno spreco di risorse che l’Amministrazione non può più ignorare né avallare.

 

Elena Grandi

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