LA (SOTTOCULTURA) DELLA VIOLENZA

LA (SOTTOCULTURA) DELLA VIOLENZA

In questi giorni in cui si parla di episodi gravissimi determinati dall’imperante subcultura della violenza e della sopraffazione, il (sotto)presidente del Municipio 2 di Milano non poteva far mancare la sua voce al coro degli irresponsabili urlatori.
Venuto a conoscenza che l’amministrazione comunale sarebbe intenzionata ad apporre una targa commemorativa in memoria di Abdoul Guiebre, per tutti Abba, giovane di 19 anni, nato in Italia ma originario del Burkina Faso, inseguito e ucciso a sprangate il 14 settembre 2008 dai titolari di un bar in via Zuretti, perché “reo” di aver sottratto due pacchetti di biscotti, e condannati a 15 anni e 4 mesi confermati in Cassazione nel 2014, il Piscina non riesce a trattenere i peggiori istinti e si lancia in una filippica allucinante inveendo contro il Sindaco: “Il Sindaco Sala, invece che pensare ai numerosi problemi della nostra città, propone di apporre una targa in memoria di Abba, il ragazzo ucciso nel 2008 in seguito a un furto che lui stesso ha effettuato. Io invece penso prima ai cittadini della via che subiscono la prepotenza dei centri sociali. Questi ultimi ogni anno si radunano in via Zuretti deturpando i palazzi, creando degrado e facendo crollare i prezzi delle case. il Comune penserà anche agli onesti cittadini o solo ai delinquenti?”
Mi dispiace daro eco a tale delirio, ma credo sia necessario perché esemplificativo di quella subcultura, purtroppo dilagante, alimentata cinicamente dall’area politica cui fa riferimento il Piscina, che funziona da humus per chi ritiene più importante un pacco di biscotti rispetto alla vita di un essere umano, a chi ritiene che un furto giustifichi un omicidio a sprangate, a chi antepone il “prezzo delle case” al valore della vita di un diciannovenne, a chi pensa che “in fondo hanno solo ucciso un extracomunitario” (come a Colleferro).
Uno spera sempre che esista un limite all’idiozia e al cinismo, ma purtroppo è proprio vero che al peggio non c’è mai limite.
Datemi speranza, fatemi ricredere.
Alberto Ciullini

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