LA STRAT UP DELLA PORTA ACCANTO

LA STRAT UP DELLA PORTA ACCANTO

Corvetto, Giambellino, San Siro, dal forno condiviso alla sala da ballo alla sartoria mobile, la scuola dei quartieri finanzia e lancia progetti dal basso per dare linfa al tessuto urbano. Il racconto di Alessia Gallione per la Repubblica Milano
———-
Ci sarà «la bussola delle idee» per chi un piano lo ha già immaginato e cerca consigli per dargli forma. E ci sarà «la cartomante delle idee» per chi, invece, ha ancora un’aspirazione vaga nella testa e vuole tentare di immaginarsi se potrà mai avere un futuro. E poi atelier, laboratori, incontri. Una «festa», l’hanno chiamata, lunga un giorno. Perché dopo il Corvetto e il Giambellino-Lorenteggio, Palazzo Marino ha deciso di inaugurare la caccia ai sogni nel cassetto degli abitanti di un altro pezzo di città come San Siro, Selinunte e il Gallaratese. Ed è qui che, virtualmente, aprirà oggi la seconda sede di quella «scuola dei quartieri» senza banchi e mura che il Comune ha creato per cercare di cambiare anche così, dal basso, le periferie. Due mesi di attività nella zona che a gennaio porteranno a un bando con altri 300 mila sul piatto per finanziare il primo anno di vita di alcune di quelle start up cresciute nell’incubatore di vicinato. Per capirlo, il percorso che parte in zona San Siro bisogna raccontare che cosa è già accaduto al Corvetto e al Giambellino-Lorenteggio dove le “lezioni” della «scuola dei quartieri» sono iniziate in questi giorni: di fatto, un percorso di formazione per far comprendere a chi è stato ammesso come dare vita, appunto, al proprio progetto. Anche lì tutto è partito con una serie di incontri aperti che finora hanno coinvolto 500 persone. Il passo successivo è stato un avviso che ha portato a 49 progetti presentati. Di questi, ne sono stati selezionati 20 e sono proprio i gruppi informali che li hanno proposti in tutto 65 allievi che hanno iniziato i corsi. Alla fine, 12 idee saranno finanziate con borse fino a 25 mila euro per aprire le porte in zona. «Siamo rimasti stupiti sia dalla prevalenza delle donne sia dalla volontà che emerge dalle progettualità di investire sul territorio con attività che sono allo stesso tempo occasioni professionali per le persone e di cura del territorio e di una comunità», dice l’assessora alle Attività produttive Cristina Tajani. Ma quali sono i semi che hanno iniziato a germogliare? Anna Pacchi, ad esempio, ha 46 anni, due siti di cucina, tre figlie, «un lievito madre di tre anni» e un sogno: aprire un forno condiviso al Corvetto in cui portare a cuocere il pane, partecipare a corsi professionali o semplicemente impastare. Tutto, dice, «con un’attenzione agli antichi grani del Parco Sud». Al Lorenteggio, invece, Paola Bruno vorrebbe aprire una sala ballo in stile vintage «dove si possa vivere un tempo rallentato» e «tornare a essere una comunità», tra serate di ballo, laboratori, corsi, l’attenzione alle famiglie e agli over 60 e il coinvolgimento delle persone disabili. Un’idea, racconta questa insegnante di swing, che le è venuta «mettendo insieme tre diversi fattori: alcune brutte esperienze che, come madre di una figlia disabile, ho avuto quando ho cercato per lei opportunità di lavoro, la mia attività in un’associazione di danza swing e il fatto che vivo da sempre al Lorenteggio che ha subito profonde trasformazioni». E poi ecco Irene Fassini e la sua collega Sara Ruggeri, entrambe trentenni, che sempre al Lorenteggio vorrebbero aprire un giornale di zona su Instagram, «con una redazione di quartiere, ma tanti reporter di comunità» sguinzagliati a cercare storie. Ecco un gruppo di architetti che vorrebbe trasformare la chiesa sconsacrata di San Vittore in viale Lucania in un asilo-ristorante spazio per tutti. Ed ecco la sartoria mobile che altri vorrebbero inaugurare al Corvetto, dove c’è chi propone anche di creare una portineria di quartiere con laboratori, una galleria, uno spazio conferenze, un angolo di consultazione di libri. Perché in queste prime idee che hanno iniziato ad andare a scuola, l’arte e la cultura ricorrono spesso come chiave per ricucire i margini e le distanze tra le età e le comunità. Insieme alla musica, con una sala prove per giovani musicisti al Corvetto o l’orchestra per i bambini del Giambellino. E adesso, tocca a San Siro e dintorni. Un incubatore a misura di quartiere Corvetto Insieme a Giambellino e Lorenteggio, Corvetto è stata la prima zona dove è partita la “scuola dei quartieri” di Palazzo Marino 2 ili incontri Per conoscere le idee di cittadini e associazioni sono stati fatti diversi incontri a cui finora hanno partecipato circa 500 persone 3 Il passo successivo è stato un avviso che ha portato alla presentazione di 49 progetti. Ne sono stati selezionati 20. I gruppi che li hanno proposti hanno iniziato la formazione 4 Alla fine del percorso 12 idee saranno finanziate con borse fino a 25 mila euro che serviranno ad aprire nella zona interessata le attività proposte 5 Ora il bando della “scuola dei quartieri” si allarga e arriva a coinvolgere anche San Siro, Selinunte e il Gallaratese. Si procederà con lo stesso meccanismo di selezione Gli incontri La cartomante delle idee, ma anche interviste e laboratori in programma a San Siro. Nei quartieri interessati dal progetto il bando è preceduto da incontri con i cittadini Sono partite le lezioni dei gruppi già selezionati: solo 12 su 20 avranno borse fino a 25 mila euro per iniziare le loro attività.

Ti potrebbero interessare