L’ANARCHIA DEL MONOPATTINO

L’ANARCHIA DEL MONOPATTINO

Belli, sprintosi, snelli. Le strade e i marciapiedi in città sono invase dai monopattini elettrici. Il ministero incentiva fino al 60% l’acquisto di un mezzo elettrico a due ruote ed è stato un boom di acquisti negli ultimi mesi. Stamattina però mi sono imbattuto in un incontro ravvicinato con un monopattino. L’ho incrociato su strada urbana in curva, contromano, senza casco. Ho evitato fortunatamente un frontale, il guidatore del monopattino però non ha evitato il mio disappunto corredato da una parola poco elegante. In quel momento ho focalizzato appieno la pericolosità di questi mezzi su strade non ancora pronte alla loro circolazione, in contesti di libero arbitrio, in controlli poco capillari. Sebbene la circolazione dei monopattini sia regolamentata da poche norme, come l’obbligatorietà del casco tra i 14 e i 18 anni, l’utilizzo di luci e gilet catarifrangente dopo il tramonto, velocità controllata nelle aree urbane e pedonali, non sono menzionati in alcun modo i temi sicurezza e copertura assicurativa. La domanda che mi pongo è la seguente. Se accidentalmente un monopattino dovesse causare un incidente, con conseguenze gravi per il guidatore o per il pedone, chi ne risponde? Considerata la completa assenza di copertura assicurativa, di targa, di patente di guida, cosa accade in caso di incidente? Una stretta di mano e via?

Michele Bisaccia

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