L’ASSEMBLEA SU SAN SIRO

L’ASSEMBLEA SU SAN SIRO

Al netto di una certa maldestria nell’organizzarlo e condurlo (lo hanno notato e scritto anche vari colleghi dei giornali), l’incontro pubblico di ieri sera in Municipio 7 con Milan e Inter è stato un passaggio importante. I cittadini hanno rappresentato posizioni assolutamente condivisibili e di buon senso: critiche non aprioristiche, ma opportunamente motivate. Lo hanno riconosciuto anche i rappresentanti dei due club, che si sono impegnati a recepirle in una logica di partecipazione che auspico essere reale e non solo formale. Pur comprendendo perfettamente le ragioni che muovono le società sportive, il nostro compito consiste nella tutela degli interessi dei cittadini e nell’ascolto di tutti, anche delle parti minoritarie. Bisogna farlo uscendo dalla logica del “derby” tra favorevoli e contrari, nella consapevolezza che un intervento complesso come quello proposto (in un contesto già complesso di suo come Milano e il quartiere specifico) inevitabilmente genera effetti sia positivi che negativi, che vanno esaminati con onestà e rispetto di tutte le posizioni. Siamo ancora in una fase pre-progettuale e quindi la strada sarà lunga, ma ci sono tre criticità che sono già emerse in modo molto chiaro.
La prima riguarda la vicinanza del nuovo stadio alle case di via Tesio, un problema oggettivo anche ai sensi delle norme Uefa.
La seconda è l’area verde realizzata solo tre anni fa: non solo perché sono stato il promotore di quella attesa riqualificazione, non posso esimermi dall’evidenziare il problema dei soldi pubblici investiti nell’opera (pur riconoscendo che si prevede una compensazione con nuovo verde).
La terza riguarda l’abbattimento dello stadio e le conseguenze di tipo immobiliare sulle aree contigue: su questo bisogna aprire una discussione trasparente e serena, alla luce di una visione complessiva sull’area e sulla città che ovviamente non è competenza delle squadre, bensì della politica.
Aggiungo un tema del quale finora non si è parlato molto, ma che è cruciale: non è affatto banale il passaggio dalla situazione attuale, con le squadre che utilizzano un bene pubblico in concessione, a un regime nel quale esse diventano proprietarie di un nuovo impianto. Immagino che questa transizione possa passare anche per l’assunzione da parte del privato degli eventuali costi di demolizione e smaltimento della vecchia struttura, un tema delicatissimo da vari punti di vista e anche piuttosto gravoso sul piano economico. Questi temi, però, andranno esaminati e approfonditi nei prossimi incontri che sono stati prospettati, sempre che il Consiglio Comunale conceda l’interesse pubblico nei confronti della proposta ricevuta e che non ci sia il vincolo sul Meazza da parte della sovrintendenza. Se si proseguirà su questo percorso, avremo molto su cui lavorare.
@Lorenzo Zacchetti

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