L’attacco alla 194 in Municipio 5

L’attacco alla 194 in Municipio 5

Il 15 gennaio si è tenuta la commissione congiunta Politiche Sociali e Salute nella quale è stata discussa la mozione presentata della consigliera Perrone di Forza Nuova, una mozione povera di contenuti, con dati estrapolati dal loro contesto e, quindi, poco attendibili.
Municipio blindato (strada antistante bloccata da polizia in tenuta antisommossa, traffico deviato, fermata del tram soppressa), ma sala strapiena e grandissima partecipazione di pubblico (un centinaio di persone) “contro”, tra associazioni e comuni cittadini; una decina i fascisti presenti, debitamente tenuti a distanza dalle forze dell’ordine.
L’inizio della seduta ha subito un certo ritardo per la forte contestazione delle militanti di “Non una di meno” che impedivano alla consigliera prima firmataria di leggere la mozione; pertanto, il Presidente, dopo vari tentativi di ottenere un po’ di silenzio, ha sospeso la commissione, chiedendo, però, ai consiglieri di restare in aula.
Con un po’ di fatica, con una certa opera di mediazione, si è spiegato alle militanti contrarie a lasciare presentare la mozione alla consigliera che così facendo impedivano non solo il regolare svolgimento della seduta, ma soprattutto non consentivano ai numerosi cittadini che avevano chiesto la parola, di potersi esprimere; si è anche fatto presente che avevamo argomenti molto forti per contestare il contenuto della mozione e che, quindi, sarebbe stato certamente più costruttivo ed utile consentire la prosecuzione della seduta.
Ripristinata la calma, illustrata la mozione, è iniziato il dibattito che si è rilevato estremamente interessante.
Gli interventi sono tutti stati di grandissimo spessore; alcuni di grande impatto emotivo, altri ricchi di dati concreti da parte di coloro che quotidianamente operano sul campo (Diana de Marchi, un ginecologo non obiettore del S. Paolo, Fanny Marchese che lavora al centro antiviolenza della Mangiagalli); quasi tutti, comunque, hanno demolito l’impianto della mozione, contestando la mancanza di dati certi, l’omessa citazione delle fonti, il suo intento evidentemente provocatorio e la sua inutilità; dico quasi perché unica voce “a favore” è stata quella di una gentile signora, rappresentante del “Comitato Difendiamo i nostri figli”, che si accompagnava alla consigliera forzanovista, la quale ha difeso la mozione citando, come unica fonte, l’Università Gregoriana (!).
A chiusura del dibattito hanno preso la parola soltanto due Consiglieri della minoranza (Milano Progressista e PD) con due bellissimi interventi e la neo assessora all’educazione (FI), quale firmataria della mozione, con un intervento per nulla convincente; Il presidente della Commissione (FdI) ha concluso con un discorso piuttosto sibillino che da qualcuno è stato letto come una sorta di dichiarazione di contrarietà alla mozione.
Ora non resta che attendere il passaggio in Consiglio per la votazione: e le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.

Michela Fiore

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