L’autonomia dell’insicurezza e delle marginalità

L’autonomia dell’insicurezza e delle marginalità

Per ora, della tanto sbandierata attenzione ai territori rivendicata dalla Lega di Salvini, rimane solo questo.
Grazie al Decreto Sicurezza, quello che porta il nome del Ministro degli Interni e che, nei fatti, crea marginalità, illegalità e insicurezza.
Che distrugge le buone pratiche avviate negli anni dai territori con effetti negativi sui cittadini, tutti i cittadini a partire da quelli che più si sentono impoveriti e minacciati.
Un decreto aggressivo e superficiale, che produce ricadute pesantemente negative – in termini economici, oltre che sociali e di sicurezza, reale e percepita – sui territori; territori negletti e messi in secondo piano proprio da quella forza politica che, per anni, ha sbandierato l’autonomia come propria bandiera.
Un decreto che, sempre in barba alla tanto sbandierata autonomia e attenzione ai territori, fa terra bruciata del confronto con i livelli politici e amministrativi che, nei fatti, si troveranno a gestire le ricadute delle nuove misure introdotte dal governo.
Lo diceva bene l’Odg presentato da Basilio Rizzo qualche settimana fa e lo dice altrettanto bene l’Odg presentato da Marco Fumagalli (capogruppo della lista Sala) e discusso e approvato ieri in Consiglio Comunale
Un ordine del giorno che, in linea con l’invito di ActionAid Italia, impegna il sindaco e la giunta di Milano a chiedere la sospensione degli effetti del Decreto e l’apertura di un tavolo di confronto con Milano e le altre città italiane, al fine di “valutare le ricadute concrete di tale Decreto sull’impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori”
Un impegno che, come SinistraxMilano, avevamo chiesto qualche settimana fa e che, oggi, non possiamo che accogliere con soddisfazione e con la consapevolezza, sempre più forte, che l’opposizione vera al governo giallo verde parte dalle città e dai territori, dove concretamente e quotidianamente si lavora per un paese più giusto, libero, accogliente e rispettoso dei diritti di tutti.
Milano si affianca a Torino, Bologna. Palermo, Firenze e alle altre città italiane che, raccogliendo l’invito di ActionAid, stanno chiedendo che il Decreto Sicurezza non si applichi sul proprio territorio e chiedono al governo di aprire un tavolo di confronto, perché tra la narrazione e la sicurezza c’è quell’abisso che si chiama realtà

Elena Comelli

P.S.
Oggi il Decreto va al voto alla Camera, con la fiducia posta dal governo.
L’ennesima conferma di un decreto che, oltre a far male al paese, crea imbarazzo e mal di pancia alla metà gialla del governo, tant’è che, anche a Milano, i consiglieri a 5 stelle, ieri, hanno scelto di uscire dall’aula non solo al momento del voto, ma durante la discussione sull’Ordine del Giorno.
Una fuga che racconta l’imbarazzo molto più di quanto non avrebbe fatto un appoggio esplicito alla proposta del consigliere Fumagall.

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