Le bugie di Di Maio sull’Europa: ignoranti o incoscienti?

Le bugie di Di Maio sull’Europa: ignoranti o incoscienti?

L’uscita di Di Maio sull’Italia “che versa 20 miliardi all’Unione europea” è una semplice bugia; peraltro, è una bugia che, così come è presentata, è anche indice di una profonda ignoranza – o di una profonda malafede – su quale sia il vantaggio dell’Italia di far parte dell’UE.
Tale vantaggio non si calcola solo con la differenza tra quanto versato e quanto ricevuto, ma ha anche altre dimensioni.
Cominciamo dall’inizio, dai dati del contributo.
L’ultimo anno per il quale si hanno dati concreti, certificati dalla Corte dei Conti, è il 2016.
In quell’anno l’Italia ha versato all’Unione 13.393 miliardi di euro, ricevendone indietro 11.592, con un saldo negativo, quindi, di 1 miliardo e 801 milioni. Tanto per dare un quadro complessivo “storico”, nel 2015 aveva versato 14.691 miliardi, ricevendone 12.338, nel 2014 i miliardi versati sono stati 14.594 (ricevuti 10.695) e nel 2013 ha versato 15.748 miliardi (ricevuti indietro 12.554).
Nessuna cifra corrisponde quindi, neanche all’eccesso, a quanto dichiarato da Di Maio.
Malafede e ignoranza, o solo malafede?
Forse la seconda, poiché Di Maio si dimentica di dire che ciò che l’Italia riceve indietro dall’UE non sono solo soldi, sotto forma di contributi UE all’agricoltura e fondi strutturali, ma vi sono poi quei contributi non contabilizzati che sono, ad esempio, i contributi del VII programma quadro per la ricerca (il più cospicuo al mondo) nonché i vantaggi dell’appartenenza al mercato unico.
Tanto per capire di cosa stiamo parlando, secondo i ricercatori dell’IFO Institute di Monaco di Baviera (il Leibniz Institute for Economic Studies), la Germania, la Francia, i Paesi Bassi e il Regno unito sono tutti Paesi che versano più dell’Italia, ma che guadagnano anche di più dell’Italia: la Germania perde 13,6 miliardi ma ne incassa 118 dai vantaggi legati all’appartenenza al mercato unico e all’utilizzo dei fondi comunitari. La Francia 7,4 e ne guadagna 62. Il Regno Unito 7,6 e ne incassa 55 (e sa di perderli con la Brexit, motivo per cui la May vuole l’uscita per non pagare ma vuole i vantaggi del mercato unico…). I Paesi Bassi, molto più piccoli di noi, sono paradossalmente quelli più simili a noi, contabilmente parlando: il loro saldo negativo è di 2,8 miliardi con benefici pari a 45 miliardi per l’appartenenza al Mercato Unico. L’Italia è al quinto posto, con “soli” 40 miliardi di guadagno reale dato dall’appartenza all’Unione.
Questi sono i fatti: una bugia e – anche ammettendo di non prendere per buone le valutazioni dei ricercatori dell’IFO – una stupida, arrogante e irritante sottovalutazione di cosa significhi per l’Italia essere parte del sistema economico europeo.
Personaggi come Di Maio, che danno aria alla bocca solo per il gusto di sentire le proprie parole, e vedere l’effetto che fanno, sono pericolosi mestieranti e incoscienti ignoranti.

Piero Graglia

Ti potrebbero interessare