Le Iene in via Cavezzali

Le Iene in via Cavezzali

Ieri sera, in un servizio a dire il vero piuttosto superficiale, Le Iene sono tornate in via Cavezzali 11 per raccontare la “facilità” con cui nel condominio di nessuno si possa affittare una stanza in nero e sparire dalla circolazione per un po’, o per sempre.
Non a caso il servizio titolava “Il palazzo dove le persone non esistono” e, al di là della narrazione superficiale e molto mediatica delle Iene, il tema vero, per noi, è questo.

Quando si parla di via Cavezzali 11 si mette l’accento su tutto quello che vi succede o vi potrebbe succedere, sullo spaccio, la prostituzione, la violenza, lo sfruttamento, dimenticando che dietro allo spaccio, alla prostituzione, allo sfruttamento e alla violenza ci sono persone che, il più delle volte, ne sono vittima. E che nessuno vede o vuole vedere.

Il buco nero di via Cavezzali allora è anche nella percezione e nel racconto, nel voler cercare sempre la notizia clamorosa, dimenticando più o meno volutamente, che la soluzione non può che partire dalle persone e dalla necessità di garantire la sicurezza di chi abita nello stabile e di chi vive nel quartiere.

Sapere chi ci vive, chi è proprietario e chi è registrato come inquilino. Conoscere le condizioni reali del palazzo, la sua stabilità strutturale e le sue condizioni igieniche. Prendere in carico via Cavezzali 11 con un’azione forte che si chiama sequestro preventivo. Sono i primi passi, necessari e non più eludibili, per affrontare finalmente via Cavezzali 11.

E’ quello che abbiamo chiesto in una lettera al Sindaco e poi presentando un esposto, e è quello che continueremo a chiedere fino a quando non si smetterà di considerare Cavezzali “semplicemente” come un covo di criminali da gestire con microinterventi delle forze dell’ordine che rischiano l’effetto dello svuotare il mare con un cucchiaino.

 

Elena Comelli

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