Le interviste: Filippo Del Corno x Milano

Le interviste: Filippo Del Corno x Milano

Sei di Milano? Sei milanocentrico?
Sono nato a Milano, dove ho sempre vissuto. Amo Milano, ma non sono milanocentrico.

Perché hai cominciato a fare politica?
A costo di apparire retorico vorrei dire che sempre, in qualsiasi momento della propria vita, quando si agisce in relazione a una comunità, si fa politica. Ho praticato la politica in momenti diversi della mia vita, con anche periodi di allontanamento. L’ultima volta in cui ho ripreso una vita politica attiva è stato grazie alla speranza che Giuliano Pisapia ha incarnato, fin dalla sua partecipazione alle primarie nel 2010, di poter trasformare Milano, e farla tornare ad essere nuovamente, dalla condizione di tetro condominio padano in cui versava, una bella città capitale europea.

Sei assessore alla Cultura di Milano, oltre a portare avanti progetti come PianoCity e BookCity cosa vorresti realizzare entro i 5 anni?
Nel prossimo mandato vorrei portare a termine il piano strategico per la cultura a Milano, progettato e impostato già durante il mandato Pisapia. Questi i punti essenziali del piano:
1) crescita quantitativa e qualitativa dell’offerta culturale complessiva della città, come strumento di reputazione ed attrattività della città per renderla destinazione desiderabile per flussi di viaggio e di investimento economico diretto
2) aumento del patrimonio cognitivo della comunità cittadina, per favorirne lo sviluppo sociale, diffondendo opportunità di conoscenza e cultura attraverso programmi di inclusione rivolti soprattutto a chi ne è sempre stato tenuto ai margini
3) creazione di strutture stabili o temporanee di reti sistemiche per tutti i soggetti e le istituzioni culturali, pubbliche o private, per sviluppare alleanze e coesione tra i vari attori di produzione culturale della città

Sei un compositore, ti manca il tuo lavoro?
Mi manca moltissimo. A fine mandato tornerò a fare il mestiere del musicista.

Da quando sei assessore riesci a comporre?
No, tranne un’eccezione che ho fatto nel 2016, praticamente appena rinominato da Sala: mi sono preso alcuni pomeriggi di vacanza dall’Assessorato per scrivere un lavoro commissionato dalla Biennale di Venezia. Ma è stata davvero un’eccezione: il lavoro di assessore, se fatto seriamente, impedisce qualsiasi altra attività.

Sei l’ideatore di uno degli eventi più amati della città “PianoCity”. Quanti pianoforti ci sono a Milano? Hai mai pensato di fare un censimento?
In verità la prima idea di PianoCity appartiene al pianista Andreas Kern: è stato Ludovico Einaudi a pensare di realizzarla, in una forma compiuta e profondamente trasformata rispetto all’originale, qui a Milano. L’intuizione di Einaudi è diventata realtà con Stefano Boeri assessore: io ho raccolto il testimone di questo progetto e ho contribuito a rafforzarlo ed ampliarlo, ma non posso e non voglio dire di esserne l’ideatore. Bella l’idea del censimento, in effetti non so quanti siano oggi i pianoforti a Milano: so però che dalla prima edizione di PianoCity i pianoforti in città sono sempre di più, e sempre di più sono coloro che vogliono imparare a suonare.

Memorabile il tuo discorso prima del ballottaggio Sala – Parisi, quando hai invitato tutti a spiegare le differenze fra i due candidati a testa alta, senza pregare nessuno ma concludendo “Nelle ultime ore però sdoganiamo pure l’implorazione.” Hai implorato qualcuno nelle ultime ore?
No, devo dire che tutti coloro che incontravo erano già più o meno convinti di votare Sala, per diverse motivazioni. Oggi registro con piacere che anche i più scettici non rimpiangono affatto quella scelta e oggi la ripeterebbero nuovamente, con maggiore convinzione

Se Milano fosse un brano musicale, quale sarebbe?
Ma Milano è già un brano musicale: ‘Ritratto di città’ di Luciano Berio e Bruno Maderna! Con testo di Roberto Leydi.

Qual è il tuo posto preferito di Milano?
Il chiostro di Santa Maria delle Grazie, nei giorni di fioritura

Che numero di tessera di Sinistra X Milano hai?
Sono la tessera n. 87

Chi vorresti tesserare e perché?
Vorrei tesserare mio padre, perché se sono di sinistra è un po’ merito suo, e perché se potesse tesserarsi vorrebbe dire che è ancora vivo.

 

Qui la pagina di Filippo
Qui per info sul tesseramento

 

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