“Legalità a geometria variabile…”

“Legalità a geometria variabile…”

Non ci ha certo sorpreso, visto il protagonista, ma desta comprensibile sgomento l’episodio di un Ministro degli Interni “tutto chiacchiere e distintivo” che sfrutta la ribalta di una festa ultrà per esibire stima e solidarietà nei confronti di un gruppo di pregiudicati rei, fra le tante altre cose, di essersi impossessati di una curva (tradizionalmente di Sinistra, per inciso) a suon di botte, agguati, intimidazioni e attività illecite di ogni genere. A colpire è soprattutto l’idea di giustizia a geometria variabile di questo pessimo funzionario della Repubblica, la cui mentalità è, appunto, quella degli ultrà (per evitare accostamenti più inquietanti): chi appartiene al gruppo – si tratti di una banda di quartiere cui si è legati da antica amicizia, del club di tifosi della squadra del cuore, dei “bravi cittadini del Nord” di un tempo o degli Italiani cui dare la precedenza, secondo l’ultima edizione del breviario politico leghista – ha diritto a infrangere impunemente le regole che invece vengono invocate col massimo rigore per gli altri: i mafiosi con cui nessuno degli amici abbia mai fatto intrallazzi, i “teppisti” che manifestano al corteo sbagliato, i terroni, gli zingari, gli stranieri. E allora si arriva al paradosso di un Ministro che chiede mani libere per la Polizia e poi flirta con chi combatte gli sbirri ogni maledetta domenica.

Ti potrebbero interessare