Lettera aperta al Sindaco Beppe Sala

Lettera aperta al Sindaco Beppe Sala
Caro Sindaco,
il Decreto Minniti, “Disposizioni Urgenti in materia di sicurezza delle città”, attribuisce ai Sindaci maggiori poteri in materia di sicurezza e decoro urbano, trasformandoli di fatto in controllori dell’ordine pubblico.
Un Decreto che non racconta la realtà di Milano e la sua storia recente e allontana quell’obiettivo di portare avanti chi è rimasto indietro che ti sei dato, e ci siamo dati, per questa consiliatura.
Perché non risolve i problemi veri né li affronta: semplicemente li nasconde o li sposta dove sono meno visibili, in quelle periferie che, per te come per noi, sono un’ossessione.
Perché non è con l’inasprimento del regime sanzionatorio che si promuove la sicurezza, non è con l’identificazione di luoghi degni di maggior tutela, dividendo le città in quartieri di serie A e di serie B, che si promuove l’avanzamento di chi è rimasto indietro.
Perché introduce un’equazione, non accettabile né condivisibile, fra sicurezza e decoro.
Perché sancisce il prevalere del decoro sulla dignità e della sicurezza materiale sulla tutela delle persone.
Perché pur parlando di sicurezza come bene pubblico, quindi di tutti, introduce, di fatto, il concetto di un diritto alla sicurezza per pochi.
Perché, infine, pur dichiarando tra i propri obiettivi il recupero e la riqualificazione delle aree e dei siti più degradati, non traduce questa dichiarazione di intenti in atti concreti: risorse, politiche e interventi per la coesione, l’inclusione e la rigenerazione urbana e sociale dei quartieri marginali.
E perché, anche a Milano, il centrosinistra ha il dovere di affrontare la povertà, non nascondere i poveri.
La sicurezza, pensiamo, non è un diritto in sé, ma un bisogno umano che si realizza garantendo la realizzazione di una serie di diritti che, insieme, la costruiscono: il diritto al lavoro, il diritto alla casa, il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto a vivere in un luogo dignitoso e, non ultimo, il diritto alla socialità – tutti temi che non sono minimamente toccati dal testo del Decreto.
Per questo, ti chiediamo di farti portavoce, a partire dalla storia e della realtà di Milano, della necessità di politiche concrete e di lungo termine e dell’inutilità di decreti dannosi e propagandistici che altro non fanno se non aumentare la percezione di insicurezza e il sospetto e la paura verso chi ha meno
Ti chiediamo di prendere posizione sulla necessità, per le città, di investimenti e contributi strutturali per il recupero delle marginalità e la ricostruzione di legami sociali e comunitari nei quartieri e nelle aree della città più frammentate.
Ti chiediamo di rimettere al centro dell’agenda politica cittadina e nazionale il dibattito sulle povertà
Perché solo affrontando i problemi alla radice, e non limitandosi ai sintomi e alla rimozione di ciò che è indecoroso, Milano – tra quattro anni – sarà davvero una città migliore, per tutti.

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