L’EX DIRIGENTE DI BANCA CHE HA SCELTO LA SOLIDARIETA’: “IN CITTA’ VEDO CRESCERE LA DISUGUAGLIANZA

L’EX DIRIGENTE DI BANCA CHE HA SCELTO LA SOLIDARIETA’: “IN CITTA’ VEDO CRESCERE LA DISUGUAGLIANZA

Nel giorno della consegna degli Ambrogini d’oro, della Prima della Scala, dopo le riflessioni della Camera del Lavoro di Milano e quelle dell’Arcivescovo Mario Del Pini, Giangiacomo Schiavi sul Corriere Milano ci offre uno spunto su cui riflettere
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L’Angelo di Milano non è più Invisibile. Si era sempre esposto con cautela in tv e in qualche incontro per spiegare il valore del bene, la scelta di diventare benefattore e portare un aiuto concreto a chi nella vita rimane indietro. Ma agiva e scompariva, lasciando alla gratitudine degli altri il segno di una presenza che sembrava piovuta dal cielo. L’altro giorno ha permesso che si facesse il suo nome, in omaggio alle buone notizie che proprio lui aveva anticipato, sette anni fa, con un articolo del Corriere. Roberto Bagnato. Ecco il nome del signore che da solo e poi con la CondiVivere Onlus pratica a Milano da più di dieci anni la dignità della restituzione. Lo scrivo con pudore, dopo avergli rovinato le vacanze con quell’articolo rimbalzato in Italia e in Europa, che l’ha costretto a difendere l’anonimato per le richieste che gli arrivavano da ogni fronte. Classe ’58. Ex dirigente di banca. Carriera di successo. Poi la scelta di gestire in proprio il patrimonio di famiglia. E destinare ai poveri e ai bisognosi parte dei guadagni. «Anche la finanza può essere usata a fini virtuosi…». Non è sempre così… «Certo se guardiamo al caso Unicredit, che licenzia ottomila persone per dare 8 miliardi di maggiori dividendi, siamo diametralmente all’opposto…». In lei che cosa è scattato, dottor Bagnato? «Ho pensato a questo: non puoi convivere con la tua agiatezza facendo finta che il resto del mondo non esista». Leggeva la notizia di un caso disperato e interveniva… «Ci si poteva limitare a un bonifico, ma in quei giorni ho scelto di andare in strada e stabilire un rapporto con le persone da aiutare. Lo chiamo il mio dividendo umano». Il bilancio di questi anni? «Penso di aver ricevuto molto più di ciò che ho dato». Ha ridotto le risorse destinate alla sua famiglia… «Ho spiegato ai miei figli che chi sta in alto deve guardare in basso. li valore dei nostri gesti è proporzionale a quello di cui ci priviamo per aiutare gli altri». Che cosa vede guardando in basso? «Una società impaurita. La paura spinge la gente a difendere quel che gli è rimasto. In questi dieci anni la crisi ha fatto esplodere le differenze sociali». Anche a Milano? «Anche a Milano vedo crescere troppo le disuguaglianze. Il sindaco Sala ha detto che cercherà di pensare a chi ha meno, ma poteva farlo anche prima. Non c’è contraddizione tra essere attrattivi e aiutare chi ha bisogno». Lo dice anche papa Francesco. «Da lui sono stato ricevuto in udienza privata. Lo ammiro molto, mi sento in sintonia totale con il suo pensiero sul bisogno di umanità e sull’eccesso di egoismo della finanza». La politica non è d’aiuto in questa fase. «Non mi piace chi cavalca il sentimento della paura. In un Paese spaventato e confuso, ci sta dentro tutto. Non si può dire prima gli italiani e ignorare gli altri». Ha comprato una pagina del «Corriere» per dirlo… «Ripeto a tutti quelli che incontro che chiudersi nel recinto mentale del proprio egoismo non ci aiuterà a star meglio. Io voglio continuare a stare dalla parte degli esseri umani». La sua fondazione l’ha chiamata Condividere. «Condividere è l’impegno di dare, è ciò che ci rende vivi e degni di questa condizione». Non si potrà piu chiamare Angelo Invisibile, adesso. «La definizione mi è sempre sembrata eccessiva. Io non faccio altro che quello che ritengo essere un mio dovere. Aiutare chi è piu sfortunato di me. E sa chi ammiro? Quelli che si privano del poco che hanno per darlo agli altri. Io non faccio nemmeno troppa fatica».

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