Libertà per il popolo Kurdo

Libertà per il popolo Kurdo
Questo pomeriggio a Milano si sta svolgendo una manifestazione nazionale organizzata dalla Comunità kurda, da Rete Kurdistan e da UIKI (Uffico informazioni del Kurdistan in Italia).
La manifestazione è partita alle 15 da Porta Venezia e chiede la liberazione di Abdullah Apo Ocalan e delle migliaia di prigionieri politici che languono da anni nelle carceri turche.
Apo Ocalan è il leader riconosciuto del popolo kurdo ed è detenuto dal febbraio del 1999, in regime di strettissimo isolamento, nel supercarcere dell’isola di Imrali.
In tutti questi anni Ocalan non ha mai smesso di parlare di pace, proponendo una soluzione del problema kurdo che prevede l’integrità dello stato turco e il riconoscimento dei diritti del popolo kurdo che in Turchia rappresenta circa un quarto della popolazione totale.
I vari governi turchi hanno assunto posizioni diverse rispetto a queste proposte.
Per un certo periodo si sono aperti spiragli di dialogo che venivano però annullati da continue ondate repressive con arresti, detenzioni, torture, uccisioni.
A ogni tornata elettorale centinaia di amministratori Kurdi regolarmente eletti venivano arrestati e incarcerati e la quasi totalità è ancora rinchiusa nelle carceri turche.
La situazione è drammaticamente peggiorata dopo il farsesco tentato golpe contro Erdogan e, soprattutto, dopo il referendum costituzionale il cui risultato positivo per Erdogan è sicuramente stato viziato da brogli e falsificazione dei dati riconosciuti da tutti gli organismi internazionali.
Oggi la repressione del governo turco ha portato all’arresto di migliaia di oppositori e al licenziamento di decine di migliaia di giudici, insegnanti, dipendenti pubblici.
Senza alcuna giustificazione se non quella di essere politicamente contro Erdogan.
E, come sempre, i Kurdi sono i più repressi.
Cosi, mentre in Siria i principali artefici della sconfitta militare dell’Isis sono proprio i Kurdi, l’esercito turco assedia la regione di Kobane in spregio a ogni regola del diritto internazionale.
Nonostante tutto ciò i Kurdi non demordono.
Ocalan continua nella sua costante riproposizione di un percorso di pace che può realizzarsi solo e unicamente con il supporto dell’Europa.
Europa che continua vergognosamente a tacere, ricattata dalla minaccia di Erdogan di smantellare i lager in cui sono rinchiusi milioni di siriani cui viene impedito di raggiungere l’Europa.
Che, per ottenere ciò, versa ogni anno miliardi di euro alla Turchia.
E così i Kurdi, come sempre, possono contare solo su se stessi e sulla solidarietà internazionale.
Che, fortunatamente, non è mai venuta a mancare.
Come si vedeanche oggi pomeriggio a Milano…
Paolo Limonta

 

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