L’immobilismo sui Vaccini di Regione Lombardia

L’immobilismo sui Vaccini di Regione Lombardia

A prescindere dalle posizioni personali l’obbligatorietà dei vaccini è legge, una legge che è stata promulgata molto velocemente e che nella sua struttura contiene gli strascichi della fretta.
Al Senato il testo di legge è stato fortemente modificato, ridotto il numero dei vaccini obbligatori (da 14 a 10), ridotta la sanzione per i genitori “NO Vax” (da 7.500 a 500€), soppressa la segnalazione all’autorità giudiziaria minorile.
La norma “impatta” sulle famiglie in modo diverso a seconda dell’età dei bambini, la vaccinazione è considerata requisito d’accesso per gli asili nido e le scuole materne (il che significa che se non si certifica la copertura immunologica entro il 12/09 i bambini non potranno frequentare), mentre per i frequentanti le scuole dell’obbligo (fino a 16 anni) è prevista una sanzione amministrativa in caso di non vaccinazione, il che potrebbe configurare una diversa copertura vaccinale a seconda della possibilità economica della famiglia.

In questo quadro, una legge approvata il 31 luglio e che va a impattare pesantemente dal 10 settembre (poi corretto all’11 essendo il 10 domenica…), rappresenta sicuramente un appesantimento burocratico sui “fruitori” finali: le famiglie.

La norma in sé prevede interessanti misure di “sburocratizzazione”, ma che sono obiettivamente difficili da realizzare in 40 giorni, quindi l’innovativa soluzione studiata è la consueta autocertificazione con presentazione della documentazione sanitaria a poche settimane dalla fine dell’anno scolastico, il che significa che la norma avrebbe potuto essere implementata dall’anno scolastico 2018/2019.

Regione Lombardia (competente in via esclusive delle materie sanitarie) ha deciso di adottare un immobilismo dovuto ad opportunità politica, non sta attivando la campagna informativa prevista dalla norma e poco sta realizzando per potenziare i centri vaccinali chiamati in questo momento ad un sovraccarico di lavoro. Conseguentemente molti comuni, in un’ottica di semplificazione per le famiglie, stanno impegnando proprie risorse – economiche e di personale – sostituendosi alla regione nella comunicazione dei passi necessari e obbligatori affinché i bambini non restino esclusi dai servizi che al momento, in Lombardia, sono:
– Per asili nido e scuole dell’infanzia: entro l’11 settembre consegna dell’autocertificazione sullo stato delle vaccinazioni, oppure attestazione di immunizzazione naturale rilasciata del pediatra o certificazione di richiesta di appuntamento in AST per le vaccinazioni mancanti. In caso si non presentazione della certificazione, i bambini non saranno ammessi in classe. Entro il 10 marzo, attestazione rilasciata dall’AST delle avvenute vaccinazioni.
– Per le scuole dell’obbligo le scadenze sono prorogate al 31 ottobre, la non regolarizzazione comporta una sanzione amministrativa.
In altre Regioni, su sollecitazione dell’ANCI, l’organizzazione prevede una netta semplificazione per le famiglie in quanto le comunicazioni passano direttamente tra le segreterie didattiche e le ASL e sono quest’ultime a contattare i nuclei non in regola, trasmettendo infine alle scuole i nominativi dei bambini non vaccinati.
Preoccupa la volontà di Regione Lombardia di scegliere di appesantire un iter burocratico per le famiglie al solo fine di acuire lo scontro politico e contemporaneamente sbandierare una battaglia mediatica per riconoscere alcune settimane in più di tempo per la regolarizzazione, quando sarebbe stato sufficiente attivarsi per adempiere a quanto previsto dalla normativa nazionale.
Ad una settimana esatta dalle scadenze legislative rimaniamo in attesa delle nuove circolari della Regione e consigliamo a tutte le famiglie di contattare le ATS per il rilascio della documentazione o per prendere i dovuti appuntamenti con i centri vaccinali.

 

 

Simona Regondi

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