L’IMPORTANZA DELLA CASA DELLA CULTIRA MUSULMANA DI VIA PADOVA

L’IMPORTANZA DELLA CASA DELLA CULTIRA MUSULMANA DI VIA PADOVA

Mercoledì 15 febbraio è previsto lo sfratto esecutivo della Casa della Cultura Musulmana di via Padova 144; lo apprendiamo dalla voce e dalla richiesta di sostegno di Benaissa Bounegab e Mahmoud Asfa, rispettivamente Presidente e Presidente del Consiglio Direttivo della Casa della Cultura Musulmana – figure note a tutti noi e alle istituzioni per la mitezza e la sobrietà dei toni.

La richiesta di sfratto non nasce da morosità dell’associazione né da questioni di ordine pubblico ma in quanto la proprietà ha deciso di vendere l’immobile e non ha rinnovato il contratto d’affitto.

La Casa della Cultura Musulmana è presente in via Padova da oltre 20 anni e rappresenta non solo un punto di riferimento per la popolazione musulmana del quartiere, ma anche un luogo di dialogo e di vera mediazione culturale (con queste motivazioni Mahmoud Asfa è stato insignito dell’Ambrogino d’oro nel 2009); anche per questo la chiusura della Casa della Cultura Musulmana rappresenterebbe un danno forse irreparabile al quartiere, togliendo un riferimento fisico e culturale, oltre che un luogo di preghiera, ai cittadini e ai tanti giovani di religione musulmana del quartiere.

Via Padova ha bisogno di interventi di riqualificazione e di sostegno sociale, ha bisogno di socialità serena e di veder valorizzate le proprie risorse.

Per questo chiediamo alle autorità competenti e all’amministrazione di adoperarsi per sospendere lo sfratto e di sostenere la Casa della Cultura Musulmana nella ricerca di soluzioni adeguate e dignitose per lo svolgimento della propria attività.

Per quanto descritto sopra chiediamo al sindacoBeppe Sala, alla vice sindaco Anna Scavuzzo e al delegato alle periferie Mirko Mazzali di incontrare i portavoce della Casa della Cultura Musulmana e i rappresentanti delle associazioni firmatarie prima del 15 febbraio, presso la sede di via Padova 144.

Un incontro che riteniamo necessario per un confronto con la comunità e un gesto che darebbe seguito e concretezza alle dichiarazioni del sindaco Sala di non volere muri e di voler lottare ogni giorno per un mondo migliore, dichiarazioni che abbiamo apprezzato e che riteniamo siano una conferma della Milano capitale dell’accoglienza e città internazionale a partire dalle sue periferie.

Ti potrebbero interessare