LISTE DI PROSCRIZIONE, MA CONTRO L’IGNORANZA

LISTE DI PROSCRIZIONE, MA CONTRO L’IGNORANZA

Ci rendiamo conto, purtroppo, che le linee editoriali dei nostri giornali troppo spesso si preoccupano più delle vendite che dell’informazione, e che titoli e notizie acquistano quello sgradevole tono di tifoseria.

“il sistema che produce opinione (parlare di cultura politica è eccessivo) è tutto preso nel vortice delle lotte di fazione e delle «narrazioni», o, se volete un termine più à la page, delle «post verità» che queste producono”*. In questo clima, l’ultima cosa che serviva erano le liste di proscrizione, specie quando presentate da parte di chi ha fatto dell’attacco diretto e dei toni diffamanti, espressi da un blog privato e gestito dal proprietario di un movimento politico, la base della propria azione di propaganda.

Se nessuno ha potuto impedire che ciò accadesse, che quel leader urlasse le proprie parole indisturbato o quasi, è grazie al fatto che nel nostro Stato difendiamo la libertà di stampa e di opinione; quella libertà che oggi, così facendo, il M5S calpesta. Così, dopo aver fatto carta straccia della presunzione di innocenza, ogni qualvolta un qualsiasi politico di altra appartenenza riceveva un avviso per indagini sul suo operato, ora decidono di mettere al rogo i giornalisti oppositori.

Il Vice Presidente della Camera, Luigi Di Maio, ha inoltre sbagliato iter procedurale, perché avrebbe dovuto rivolgersi ai competenti ordini regionali, giudici competenti in prima istanza, non all’Odg, per cui questo loro atto si risolve solamente una formale pubblica denuncia, o meglio, una gogna mediatica contro i loro oppositori.

Il dibattito pubblico e la crescita di un’opinione basata su una cultura politica degna accusano anche questo colpo, mentre dal loro sito e dai loro profili privati, ma resi pubblici, continuano a urlare le loro presunte verità.

Viola Nicodano

*Prof Paolo Pombeni su “Il Mulino”

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