L’odiosa discriminazione del centrodestra a sesto

L’odiosa discriminazione del centrodestra a sesto

Ci risiamo!

Non pago di aver annunciato con orgoglio, a metà luglio, di aver posto le basi per un’archiviazione “definitiva” del progetto di costruzione della grande moschea che avrebbe dovuto sorgere in città in base a quanto stabilito dalla precedente amministrazione comunale di centro-sinistra, il nuovo sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, alla testa di un’amministrazione di centro-destra, prosegue a marce forzate nel suo impegno teso a tentare di allontanare dalle regioni d’Europa più civili la città che guida da pochi mesi: una città grande e generosa, di solide tradizioni democratiche, insignita della medaglia d’oro al valor militare per il contributo dato alla guerra di Liberazione.

Ed ecco che, ancora una volta adducendo come motivazione un cavillo legale (un presunto ritardo nella presentazione della domanda), la nuova amministrazione di Sesto ha negato alla comunità islamica l’uso del Palazzetto dello sport per una delle ricorrenze più sentite, la “Festa del Sacrificio” (di Abramo, proprio lui: patriarca dell’Islam e dell’Ebraismo, oltre che del Cristianesimo, e come tale possibile emblema della convergenza fra le tre grandi religiosi del Libro), festa che si sarebbe dovuta tenere in quella sede fra pochi giorni, come avviene ogni anno dal 2010.

Così, mentre il sindaco di Barcellona ribadisce che la via migliore per difendersi è continuare a costituire un modello di comunità aperta, multietnica, solidale e accogliente, alle porte di Milano c’è chi si ostina a proporre la ricetta opposta: quella di chi si barrica, erige muri e discrimina chi è diverso, in nome della sicurezza e della legalità.

 

 

Stefano Simonetta

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