L’OFFESA CHE CI ACCOMUNA, CAMMINARE INSIEME

L’OFFESA CHE CI ACCOMUNA, CAMMINARE INSIEME

Era il 1963 quando Martin Luther King pronunciò uno dei discorsi più appassionati della storia sul tema dei diritti civili, al termine delle marcia di Washington. Vogliamo riprenderne oggi qualche passaggio significativamente attuale per esprimere la nostra solidarietà all’amico Andi Nganso, medico della Croce Rossa di origine camerunense, in Italia da 13 anni, vittima di un grave episodio di odio e intolleranza razziale.

“…. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli. E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: “Quando vi riterrete soddisfatti?” Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori…Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:”Riservato ai bianchi”… No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente….E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno… che tutti gli uomini sono creati uguali.
Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!

Siamo con te, Andi Nganso, andiamo avanti insieme!

Paola Galdi

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