Lombardia, “l’uomo nero” è in casa

Lombardia, “l’uomo nero” è in casa

In questa fase politica fatta di slogan, ci sono questioni importanti che vanno avanti sottovoce, al di fuori del trambusto, rispondendo a bisogni reali. Ne è valido esempio la creazione dei molti centri antiviolenza dedicati alle donne in Lombardia, che, purtroppo, risponde ad una esigenza spesso non evidente, ma sicuramente grave e reale. Secondo la Regione dall’inizio dell’anno ai 49 centri antiviolenza sul territorio sono arrivate 7213 richieste d’aiuto, contro le 5892 di tutto l’anno 2017. Una crescita impressionante. Sicuramente le donne denunciano di più ma la storia è sempre la stessa: “Maltrattamenti, stalking, violenza economica (…) nel 70% dei casi l’autore è il partner”. Le donne sono in pericolo a casa loro. Nell’intimità delle mura domestiche, si consumano le peggiori violenze. Retaggi culturali di un paese che dai tempi della Grande Guerra colpevolizza il fondamentale ruolo femminile, sentendosi impotente di fronte ai problemi quotidiani. Uomini che devono mostrare la loro forza e il loro possesso maltrattando le compagne, spesso inibite nella loro personale realizzazione, come raccontano i dati. La Regione che ha visto nascere la Lega, con il suo continuo additare l’altro, il diverso, oggi dimostra a se stessa chi sia davvero “l’uomo nero”. Ringraziamo tutte quelle donne che hanno trovato il coraggio di rivolgersi ai centri di aiuto, perché siamo convinti che la sola strada per vincere contro ogni ingiustificato sopruso di un essere umano sull’altro, sia la risposta compatta di una comunità che evolve nel rispetto reciproco.
Viola Nicodano

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