Ma i treni sono davvero “vandalizzati”?

Ma i treni sono davvero “vandalizzati”?

Il Corriere della Sera li ha definiti “treni vandalizzati”. A essere precisi, si tratta di una serie di vagoni della metropolitana milanese, appartenenti alle linee 2 e 3, che negli ultimi giorni sono stati oggetto dell’attività di alcuni writer (il Corsera parla addirittura di un gruppo di spagnoli): questi ultimi hanno apposto il loro segno distintivo, il nome della crew, sulle pareti esterne dei convogli attraverso l’uso delle bombolette spray.

Nella storia di questo movimento (perché sì, il Writing è un movimento artistico e sociale, legato indissolubilmente alla cultura Hip Hop) tutto nasce proprio sui vagoni della metropolitana newyorkese: alla metà degli anni Settanta perfetti sconosciuti appongono la loro firma, la tag, sulla subway della metropoli. Il loro fine è molto semplice: far girare il proprio nome per tutta la città e, così, farlo conoscere a quante più persone senza pagare l’affitto di uno spazio pubblicitario. Negli anni, si è scoperto che quei perfetti sconosciuti erano artisti del calibro di Keith Haring e Jean Michel Basquiat, che tutto il mondo oggi riconosce come Maestri le cui opere sono degne di campeggiare in musei e gallerie.

La stessa cosa accade a Milano, ma almeno 20 anni dopo: l’attività di bombing sui treni, siano essi di proprietà ATM, Trenord o FS, inizia a partire dagli anni Novanta. E come oltreoceano, anche in casa nostra quelli che all’epoca erano “dei vandali” sono poi entrati nelle istituzioni culturali e artistiche di tutto il mondo portando non solo la propria arte ma anche la propria cultura underground. 

Oggi questo modo illegale di esplicitare il Writing esiste ancora e ancora il nucleo antigraffiti della Polizia locale lavora per reprimere tale attività. Ma c’è qualcuno che si è mai premurato di capire chi siano queste persone, perché arrivino a realizzare certi gesti estremi e in che modo si può “normalizzare” tutto ciò? Si è recentemente chiuso il bando indetto da Trenord per la cessione gratuita di treni nati prima degli anni Ottanta: un gruppo di writer milanesi ha lanciato la proposta di riutilizzarli al fine di inserirli negli scali ferroviari della città e, qui, concederli ai colleghi, italiani e non, per fare qualcosa di simile al bombing nella più totale legalità. Proprio come succede nella città di New York da diversi anni a questa parte.

 


Clara Amodeo

Ti potrebbero interessare