Maroni fa propaganda con Aler, noi parliamo con i dati

Maroni fa propaganda con Aler, noi parliamo con i dati

Di numeri e parole

I numeri; a fronte di un patrimonio di oltre 47.000 alloggi gestiti da Aler, solo l’11% è assegnato a famiglie non italiane, un dato perfettamente in linea con il 10% di residenti non italiani in Lombardia.
I dati sono quelli forniti dall’assessore regionale alla casa, Fabrizio Sala, a fronte di una recente interrogazione del consigliere De Corato.

Le parole: prima i lombardi, l’annuncio della giunta lombarda e del presidente Maroni è questo: da oggi, la precedenza nelle assegnazioni degli alloggi popolari andrà a chi è residente in Lombardia da almeno 5 anni.
Peccato che sia già così, e che la novità (odiosa) introdotta dal regolamento approvato ieri dalla giunta lombarda sia un’altra, e cioè che, a parità di requisiti, la precedenza andrà agli italiani rispetto ai non italiani.

A Regione Lombardia vorremmo chiedere se il nuovo regolamento, che oltre a dare la priorità agli italiani sui non italiani, stabilisce quote tra gli assegnatari (30% agli anziani, 20% alle famiglie monoparentali, 20% alle famiglie di nuova creazione, 15% ai disabili, 10% alle forze dell’ordine,5% ad altre categorie di rilevanza sociale) rifletta effettivamente la realtà e la composizione delle domande o risponda a criteri di altro tipo.

Perchè la funzione dell’edilizia residenziale pubblica è quella di dare un alloggio, dignitoso, a chi non se lo può permettere e per farlo davvero servono due cose: investire in modo strutturale sul patrimonio edilizio pubblico e garantire criteri di assegnazione che rispecchino le situazioni di bisogno effettivo.

Tutto il resto è propaganda, che porta solo a aumentare degrado, bisogno e occupazioni abusive.
E a rimetterci sono davvero tutti, forse, questa volta sì, prima i lombardi.

 

Elena Comelli

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