MEGLIO NON MINIMIZZARE

MEGLIO NON MINIMIZZARE

Riprendiamo un post di Biagio Goldstein Bolocan, sulle minacce e le scritte naziste sui muri del Liceo Parini. Biagio è autore, tra gli altri pregevoli romanzi e testi, di #LaBellaResistenza, un libro che bisognerebbe proporre nelle scuole, ai giovani, racconta la storia della sua famiglia durante il fascismo e qualcosa, grazie alla sua formazione da storico, di più.
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Le scritte neonaziste e suprematiste bianche sui muri del Parini sono un orrore, l’ennesimo oltraggio alla memoria, alla morale, all’intelligenza, alla storia, alla sofferenza patita. In questo caso, però, c’è un di più che mi sconvolge e mi colpisce particolarmente: l’Arthur che viene minacciato apertamente da questi codardi trogloditi è il figlio di mia cugina. La sua “colpa” è di portare il nostro cognome, Goldstein, che evidentemente agli occhi di questi giovani sciacalli è un delitto imperdonabile. Voglio dire ad Arthur che non è solo, che io e tanti altri siamo al suo fianco. E vorrei dire a tutti i soloni (per non usare una parola assonante…) che si riempiono la bocca di frasi del tipo “… il fascismo non esiste, è una fantasia che distrae dai veri problemi…”, “il razzismo è una invenzione della stampa di sinistra…” e cazzate simili, che l’ignoranza della realtà e l’omissione di vigilanza sono colpe gravi – queste sì: colpe – da cui sarà difficile emendarsi. Immagino che i responsabili di questa oscenità possano essere quattro ragazzi ignoranti e vigliacchi; il problema non sono loro. Il problema è il brodo di coltura che permette l’emersione di questo orrore antico e contemporaneo. A me sembra che questo brodo (che è sempre esistito, intendiamoci) sia giunto a un grado di ebollizione preoccupante e che sia arrivata l’ora di alzare la testa e di rispondere. Come al solito, con l’unica arma efficace a nostra disposizione: l’educazione, il dialogo, la cultura. Anche se a volte la rabbia annebbia il cervello e appesantisce il cuore.

Biagio Goldstein Bolocan

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