MILANO E LA SOSTA GRATIS UN CASO NAZIONALE

MILANO E LA SOSTA GRATIS UN CASO NAZIONALE
Un articolo di Paolo Hutter da Eco Dalle Città di qualche giorno fa ribadisce con chiarezza la nostra perplessità.
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Il traffico automobilistico nelle città non è più così basso come durante il primo lock down della scorsa primavera. (A Milano per esempio è tornato ai livelli pre Covid). E lo smog è nuovamente salito. Il bando della circolazione dei diesel Euro 4 nelle aree urbane del Nord Italia, già previsto da anni, è saltato su richiesta delle Regioni (anche dell’Emilia). Ma c’è una sola città dove il via libera alle auto (in chiave anti Covid) è arrivato al punto di rendere gratuiti e liberi sosta e transito dei veicoli.
Per essere precisi, nella prima fase dei provvedimenti anti Covid la sosta era stata resa gratuita in più città, ma poi tutte hanno ripreso le regole normali, perché non vedevano motivo di rinunciare a uno strumento minimo di regolazione e a un introito dovuto ed essenziale. Tutte tranne una. Sarà la gigantesca Roma, governata da un’amministrazione in difficoltà delle 5 stelle considerate populiste? No. Sarà la auto-dipendente Torino condizionata da un trasversale “polo della marmitta”? No. Sarà una metropoli povera del Sud, Napoli o Palermo? No. E neanche Genova né Venezia (Mestre) governate da quel centrodestra che cavalca le proteste contro ogni tariffa o ecotassa.
A sorpresa è la ricca Milano, già capitale avamposto e laboratorio dei provvedimenti anti traffico in Italia. Insieme alla sospensione del pagamento della sosta è stata decisa con ordinanza del Sindaco anche la sospensione del pagamento di Area C, l’unica area di congestion charge in Italia, un fiore all’occhiello per il capoluogo lombardo.
L’ordinanza è stata giustificata come se fosse una conseguenza inevitabile dei Dpcm dei mesi scorsi e se non ci sarà un po’ di attenzione che porti a ripensarla, è da prevedere che rimanga in vigore fino a… forse fino alla immunità di gregge. Non credo sia facile valutare quanto la sospensione del pagamento di Area C e dei parcheggi possa aver incentivato il traffico automobilistico. Nell’area metropolitana più ricca d’ Italia i pochi euro di quelle tariffe non sono un disincentivo apprezzabile. (E quindi di converso, può essere che la gratuita non incentivi molto.)
Di certo la decisione ha pesato per decine di milioni sugli introiti del Comune, anche per un motivo collegato che forse non è molto elegante ma che serve a far quadrare i bilanci. Si tratta delle multe che – anche per la mancanza di soste vietate e ingressi non pagati nell’area C – sono crollate.
E’ strano che il tema sembri irrilevante a Milano. Se estendiamo i paragoni a livello internazionale, c’è da aggiungere che a Londra, pur stremata dal Covid, non c’è nessuna sospensione della congestion charging ovvero tariffa di ingresso e transito, che anzi si sta alzando a 15 sterline a veicolo. E, per le ricerche che ho fatto, non ho trovato città europee che abbiano attualmente la sosta gratis. In generale il principio che si debba pagare qualcosa per sostare su strada viene riconosciuto ormai anche nelle città del Terzo Mondo

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