Milano, l’arcobaleno e l’Italia

Milano, l’arcobaleno e l’Italia

Alla Camera dei deputati si vota la fiducia a un Governo che dice che le Famiglie Arcobaleno non esistono proprio mentre a Palazzo Marino nove bambini e otto mamme vedono oggi formalmente e finalmente riconosciuto dalle istituzioni il loro essere semplicemente famiglia come e insieme a tutte le altre. Tante delle quali sono qui oggi o é come se ci fossero perché un nuovo diritto conquistato é sempre una vicenda collettiva. La sala giunta “invasa” dall’atmosfera giocosa dei bambini, l’allegria nel brindisi tra adulti, il taglio della torta e perché no i confetti arcobaleno.
Viviamo imprigionati in un tempo fatto di paure, di disuguaglianze, di vecchie e nuove povertà, di una politica che non sa cambiare sé stessa né il paese, di una sinistra che non riesce a narrare l’oggi. Siamo in ritardo sul presente non sul futuro. E poi, all’improvviso, eccolo: il tempo del possibile, che sembrava sparito dalla scena politica e dai progetti di tante generazioni, ricompare dentro un gesto semplice: l’iscrizione all’anagrafe dei nuovi nati. Da automatismo ridiventa rito civile e ci proietta nel tempo ancora da vivere, quello tutto da inventare. Oggi facciamo un altro passo per rendere la cittá di Milano piú aperta e più giusta. Tanti dovremo ancora farne – istituzioni e societá, associazioni e politica – anche per tenere il passo dei bambini che pensandoci bene somigliano tutti all’arcobaleno quando si stampa all’improvviso e segna il tempo che cambia, in meglio.
Anita Pirovano

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