Milano, possiamo permettercela?

Milano, possiamo permettercela?

Prezzi alle stelle e potere d’acquisto molto basso: un campanello d’allarme per la città.
Moderna, civile, europea – oggi Le Monde dedica una reportage alla “città più europea che resiste ai populismi” – ottima per strutture di cura ed università, piena di “opportunità” e da quando sono arrivati stabilmente i turisti anche più accogliente e calorosa. Milano è al suo meglio, dicono diversi studi e classifiche. Ma qualcosa non va, almeno secondo il gigante bancario svizzero Ubs che ha promosso uno studio sulla qualità del vivere urbano mettendo a confronto 77 metropoli del mondo. Milano è diventata la settima città più cara del mondo, scalando dieci posizioni in tre anni (Zurigo la più cara, Roma ventottesima). Ma il livello dei salari e delle retribuzioni in città è scivolato stabilmente fino al 27esimo gradino della scala.
Basta incrociare i due dati – prezzi tra i più alti a livello mondiale e salari non all’altezza – e otteniamo il nostro posto nella classifica del potere d’acquisto dove sprofondiamo al 33esimo posto. I cittadini milanesi rischiano di non permettersi questa brillante e smart città.
La conclusione è di uno studioso che la città la conosce bene, Giampaolo Nuvolati, direttore del dipartimento di Sociologia dell’Università Bicocca che dice al Corriere: “Il costo dei servizi, coerentemente con le leggi di mercato, sale, mette gli stipendi crescono in modo molto selettivo, sono in certi settori, creando una certa polarizzazione economica; in che misura la città metropolitana resterà di tutti i milanesi?”. Ed è questo il punto nodale: i cittadini milanesi si sono relativamente impoveriti e con essi progressivamente rischia di peggiorare il valore della comunità e della convivenza. Di solito succede così. E la città, più bella oggettivamente, dovrebbe concentrare tutte le sue energie sulla questione più difficile e di prospettiva per continuare a migliorarsi, la stessa sfida che non a caso pone intelligentemente la Curia della città da anni: lavoro, retribuzioni, benessere dei cittadini. Un mix di crescita, prospettive, dinamismo e welfare locale, sostenuto da solide politiche sulla casa e sui servizi è finora l’unica ricetta conosciuta in altre parti del mondo. Il cammino è stato iniziato da questa e dalla precedente Amministrazione. Bisogna accelerare. Per non lasciare indietro nessuno.
Claudio Jampaglia

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