Milano 2030? Green, ecologica, resiliente

Milano 2030? Green, ecologica, resiliente

In questi giorni alla La Triennale di Milano si è parlato di temi a noi molto cari e certamente cari ai milanesi: ecologia, verde, alberi, resilienza, quartieri, spazi, piazze, usi temporanei…
E’ evidente, e molto bello, l’interesse dell’Amministrazione per una città che vogliamo vedere trasformarsi in una città davvero green e sostenibile; ma per farlo dovremo lavorare su molti fronti, in sinergia, a partire dal nostro pgt che dovrà tenere conto delle trasformazioni che vogliamo dare a Milano.
I tre milioni di alberi che il progetto di forestazione urbana mette al centro, sono un traguardo ambizioso eppure raggiungibile. Lo si è detto forte e chiaro durante il convegno di venerdì scorso alla Triennale al quale sono stata invitata ad intervenire.
Ero in buona compagnia: oltre all’Assessore Pierfrancesco Maran, al presidente della Triennale Stefano Boeri, al Sindaco Beppe Sala, al Politecnico di Milano, alle associazioni come Italia Nostra, e Legambiente Onlus, abbiamo ascoltato le voci del politecnico, delle associazioni (Italia Nostra, Legambiente) dei direttori dei parchi della città metropolitana e di molti altri. Insomma una giornata ricca di spunti e di buoni presupposti.
Tra i tanti l’idea di trasformare i parcheggi in luoghi alberati non può che suscitare entusiasmo.
Certo, per farlo le azioni da intraprendere dovranno essere molte e diverse: non è che si può prendere un parcheggio pieno di automobili, toglierle e quindi piantare nuovi alberi tout court. Dovremo, prima, lavorare sulla mobilità, ridurre il numero di automobili che entrano in città, potenziare i parcheggi di interscambio, sviluppare la rete dei trasporti della città metropolitana, scoraggiare con tariffe più alte il parcheggio su strada, sostenere la mobilità pedionale e ciclabile, ecc. ecc. ecc.
Solo allora gli alberi avranno partita vinta e potranno davvero svolgere la loro funzione “sanificatrice” oltre che di bellezza.
Nel frattempo, tetti verdi, connessioni ecologiche, valorizzazione dei nostri parchi e di tutto il verde urbano; e, sempre di più, (come ho detto nel mio intervento) sostegno e incentivi a tutte quelle forme di verde diffuso, gestito da cittadini, associazioni, comitati, e (perché no) imprese private. Ma soprattutto manutenzione attenta, competente, puntuale del verde che già abbiamo: tutela dei nostri parchi, attenzioni a quelli storici e monumentali, salvaguardia della biodiversità; e, non ultimo, salvaguardia dei nostri alberi: che vivono in condizioni difficili e che meritano cure attente. In definitiva, oltre a prevedere tre milioni di nuovi alberi, dobbiamo pensare a salvare quelli che già abbiamo: iniziando ad impedire, ad esempio, il parcheggio delle automobili sotto agli alberi dei viali alberati. Si tratta sempre di parcheggi abusivi, che per comodità e quieto vivere, abbiamo sempre consentito. E’ arrivato il momento di cambiare rotta e di dare una svolta decisiva anche in questo senso.
La volontà del Comune c’è, quella dei Milanesi, anche. Sul senso civico di chi parcheggia sulle radici degli alberi dovremo lavorare ma dobbiamo e possiamo farlo.
La Milano Green Week, che si svolgerà dal 27 al 30 settembre avrà questa ambizione: non solo di dare spazio a centinaia di iniziative dal basso che racconteranno il verde della nostra città, ma anche di impostare nuovi progetti e un nuovo modo di pensare al nostro paesaggio. Perché dalla qualità del paesaggio urbano nasce e prende vita la sostenibilità delle città.
Elena Grandi

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