Mobike punisce le periferie?

Mobike punisce le periferie?

Caro sindaco Beppe Sala,
abbiamo appreso dai giornali di oggi della decisione di Mobike di “multare” i cittadini che dovessero decidere di lasciare la bici in alcune zone della città considerate “pericolose”: il Parco Agricolo Sud da Chiaravalle a Vaiano Valle, il Gratosoglio, la zona a sud della Barona, Muggiano e il Quartiere degli Olmi, Figino e Vialba.
Sappiamo che Mobike è un’azienda privata ma sulle bici di Mobike c’è il logo del Comune di Milano, della nostra città che è tutta di tutti dal centro alle periferie. Il Piano delle periferie – appunto – è un segno distintivo di questa amministrazione, caro sindaco, e un impegno per tutti noi: Milano non può (più) crescere a due o dieci velocità, la città è diffusa e tanti quartieri stanno giustamente meritando la nostra massima attenzione. Insieme all’attenzione meritano rispetto: le persone che abitano nella nuova zona proibita identificata da Mobike non meritano di essere etichettate come dei vandali e poi ulteriormente penalizzate nei servizi.
Perché naturalmente Mobike è un’azienda privata ma il senso della sua presenza in città sta anche nel fatto che fornisce un servizio che é “pubblico” e condiviso, a maggior ragione in zone dove sono ancora insufficienti i mezzi di trasporto locale e dove vivono persone con maggiori fragilità.
Per queste persone la bicicletta può rappresentare un mezzo prezioso, l’unico mezzo di trasporto: come sempre nella sua storia la bici è uno straordinario strumento di integrazione sociale e di emancipazione.
Ecco caro sindaco Sala, ci rivolgiamo a lei perché faccia tutto quanto in suo potere per far cambiare idea a Mobike, ristabilendo un corretto approccio ai confini della città di Milano, garantendo il dovuto rispetto a tutti i suoi abitanti e lasciando che la bicicletta continui il suo lavoro di collegamento e integrazione.
Per il futuro ci piacerebbe molto che i nuovi accordi con gli operatori di questo o di altri servizi contenessero regole per superare le cesure e le divisioni, che a maggior ragione quando parliamo di condivisione e di mobilità risultano davvero paradossali.
Viva Milano, tutta Milano.
Anita Pirovano
Marco Mazzei

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