Mobilità, motore del cambiamento

Mobilità, motore del cambiamento

Milano è fra le prime 10 città al mondo per qualità della mobilità urbana: è il risultato di una ricerca globale indipendente condotta dall’autorevole agenzia McKinsey che individua, come “motore del cambiamento”, l’adozione del pedaggio urbano.
Sono trascorsi dieci anni esatti da quando a Milano venne avviato sperimentalmente il primo sistema di pedaggio urbano in Italia, con il’aperto sostegno di qualche ambientalista (ricordi, Eugenio Galli?) e l’aperta ostilità del resto del mondo (a Palazzo Marino si ipotizzava persino l’immancabile ricorso al TAR…) Da allora sono cambiate tante cose, in meglio: al governo di Milano è arrivato il miglior centrosinistra d’Italia; i milanesi hanno votato in massa (molti di più rispetto al voto per i diversi schieramenti) i Cinque referendum cittadini per mantenere ed estendere la mobilità sostenibile; i “pedaggioscettici” hanno messo da parte i ricorsi al TAR e sono tutti saliti sul carro di Area C; i tecnici, funzionari e dirigentii del settore Mobilità che avevano garantito la riuscita della sperimentazione (senza selfie sui social) sono stati saggiamente confermati dalla nuova amministrazione, garantendo continuità di efficienza al sistema; ciclabilità, bike e car sharing, politiche di incentivazione alla mobilità sostenibile hanno continuato a crescere in una visione sempre più estesa, che ora guarda alla Low Emissione Zone come nuova frontiera per affrontare il nodo del traffico pendolare su Area M (la Milano al di fuori di Area C).
In questo quadro, persino un eventuale aumento del singolo biglietto per il servizio di trasporto pubblico (in una città ad intensa presenza turistica), se opportunamente bilanciato da una politica di abbonamenti ATM finalizzata ad agevolare la fidelizzazione dell’utenza, può rivelarsi, anziché un problema, un’opportunità per l’intero sistema.
Andiamo avanti!

Enrico Fedrighini

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