MUNICIPI, CHE FARE?

MUNICIPI, CHE FARE?
In questi giorni caldi il Paese vive ore di incertezza. A Milano, alcuni interventi riaprono finalmente una discussione pubblica attorno ai Municipi, al loro ruolo e alla loro efficacia.
Occorre però fare un passo indietro. I Consigli di Zona, istituiti negli anni Settanta per avvicinare la ‘cosa pubblica’ ai cittadini, per favorire l’ascolto, la partecipazione e una migliore risposta amministrativa nei quartieri, per far crescere un rapporto tra Istituzione e territorio, inizialmente erano organizzati in 20 decentramenti, diventati poi 9 negli anni Novanta. Una politica del decentramento mai realizzata compiutamente, che ha visto i 9 ‘parlamentini’ territoriali spesso svolgere il loro ruolo con poca efficacia, in un rapporto discontinuo e spesso univoco col Comune.
La nuova amministrazione del Sindaco Pisapia, nel 2011, portò una rivitalizzazione della partecipazione sociale dei milanesi, ma che non trovò adeguati mezzi per rispondere alle esigenze sempre più pressanti ed emergenti.
Nelle intenzioni della Amministrazione Pisapia era stata posto l’obiettivo di riformare i Consigli di Zona, trasformandoli in veri e propri Municipi. Le normative che vennero predisposte si rivelarono fin dall’inizio incomplete e farraginose, a cominciare dalle modalità previste di elezione del Presidente e della sua maggioranza, eletta a turno unico, con un numero di voti appena superiore al 41%.
Nel contesto dell’offerta politica, col nuovo Regolamento, i Municipi sono stati aggiudicati a coloro che hanno raggiunto solo la soglia prevista (malgrado un governo comunale di centro-sinistra, con questo regolamento, 5 Municipi sono stati aggiudicati al centro-destra) spesso con uno scarto di voti risibile.
Nel contempo, i nuovi Municipi – ridimensionati nel numero degli eletti – hanno invece visto un proliferare di cariche, ad imitazione della la struttura comunale e dovendo istituire una Giunta (3 assessori più il Presidente), Presidente di Consiglio, Presidenti di Commissione e relativi vice.
Questa nuova dimensione amministrativa, prevalentemente politico-burocratica ma senza reali poteri e competenze, ha nei fatti ingessato l’istituzione del territorio, che svolgeva un raccordo importante di conoscenza con i cittadini, allargato a tutti i membri dell’ex-Consiglio di Zona, per mezzo dell’intensa attività che vedeva nelle Commissioni un ruolo importante di ascolto, presentazione, accoglimento e pianificazione dei progetti che scaturivano in collaborazione diretta tra le realtà territoriali ed i consiglieri.
Nei Municipi, da 3 anni invece, ogni scelta può essere presa esclusivamente dalla Giunta, in totale distacco dall’intero Consiglio e dalle Commissioni, relegando l’intero sistema amministrativo locale ad un mero ruolo di rappresentanza e al massimo deliberante delle richieste pervenute dal Comune, e quindi svuotato dalla vocazione stessa di ascolto e relazione con la parte viva dei Quartieri.
La questione nodale non risiede aprioristicamente nel dotare di maggiori risorse economiche le strutture municipali, (i Municipi oggi rischiano di essere banali dispensatori di risorse pubbliche distribuite a seconda delle sensibilità di mini Giunte onnipotenti), ma è doveroso riflettere sul senso stesso dell’istituzione decentrata e quale ruolo vogliamo che assumano e quale strumento strategico di governo dei nostri Quartieri debbano invece svolgere.
Inoltre, la richiesta che giunge da alcuni di dotare i Municipi di maggiori responsabilità e poteri, non può non andare di pari passo con l’adeguamento della struttura tecnica, logistica, qualitativamente adeguata, che ad oggi è molto carente.
A nostro parere occorre rimettere in discussione in toto l’utilità delle strutture decentrate, anche arrivando a conclusioni paradossali che ne contemplino la soppressione/evoluzione/trasformazione in organismi qualificati, snelli, moderni, in grado di recepire le istanze che emergono dal territorio locale, per poi tradurle attraverso la visione politica di chi responsabilmente li condurrà e restituirli con tempistiche accettabili ai suoi abitanti.
Rossella Traversa – consigliera SinistraxMilano di opposizione nel Municipio 4

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