Muoversi a Berlino costerà solo un euro al giorno

Muoversi a Berlino costerà solo un euro al giorno

E’ uscito ieri sul Manifesto e sta facendo il giro del web l’articolo di Sebastiano Canetta dal titolo decisamente accattivante “Muoversi a Berlino costerà solo un euro al giorno”

Il pezzo spiega quella che viene definita la “rivoluzione berlinese del trasporto pubblico”, guidata dal sindaco socialdemocratico Michael Muller che punta a proporre un biglietto giornaliero a solo 1 Euro per viaggiare su tutta la rete del trasporto pubblico della capitale tedesca (metro, tram, bus più la rete fluviale).
Una rivoluzione sì. E non solo perché oggi, a Berlino, l’abbonamento annuale costa più di 750 EUR (e, attenzione, Berlino non è la città più ricca di Germania!).
Una rivoluzione soprattutto perché l’amministrazione cittadina ha messo a piano 100 milioni di EUR di mancati incassi nei prossimi due anni, una “perdita” considerata però necessaria sulla scorta della questione ambientale.
Perché, spiega il sindaco tedesco, “se voglio incentivare sul serio i residenti a usare i mezzi pubblici devo fare loro la migliore offerta possibile”.

Non è un pazzo, né un visionario Michael Muller; e, soprattutto non è solo, visto che la perdita degli incassi verrebbe compensata dai finanziamenti statali che, in soldoni (è il caso di dirlo) vuol dire pagata dai 4 Laender più ricchi che, in Germania, mantengono gli altri 16.
Insomma, l’esatto contrario di quello che succede in Italia dove il governo gialloverde tutto ha in mente di fare tranne che sostenere Milano e dove le tre regioni più ricche stanno cercando di “sfilarsi” con la richiesta di autonomia differenziata.

Eppure… eppure la partita vera è questa, non è solo una questione di ricchi o di poveri, di lavoratori a tempo indeterminato che possono permettersi l’abbonamento pluriennale scontato o di lavoratori precari su cui ricade l’aumento degli abbonamenti brevi, è anche (e forse soprattutto potremmo azzardare) questione di lotta ai cambiamenti climatici e di rendere le città più vivibili.
E allora, se sappiamo bene che, pur con le sue contraddizioni e i suoi aumenti, la manovra tariffaria che Milano ha inaugurato ieri è un passo avanti verso l’integrazione con la città metropolitana, non possiamo che sperare che il prossimo passo per Milano sia seguire la strada indicata di Berlino.
Con più fatica, con più tensioni e con una battaglia che non è solo amministrativa ma anche, e soprattutto, politica.
Ma la sfida a Salvini e al governo gialloverde non può che partire da Milano.

Tenendo insieme questione ambientale e questione sociale https://ilmanifesto.it/muoversi-a-berlino-costera-solo-un…/…

Ti potrebbero interessare