MUOVERSI SENZA INQUINARE: TRE COSE CHIARE SUBITO E UNA STRATEGIA PER IL FUTURO

MUOVERSI SENZA INQUINARE: TRE COSE CHIARE SUBITO E UNA STRATEGIA PER IL FUTURO

Nell’incontro “Muoversi senza inquinare” promosso da SinistraXMilano un bel confronto di idee tra Alfredo Drufuca, esperto di traffico e trasporti, Marco Schiaffino, giornalista e attivista, e i consiglieri comunali Carlo Monguzzi, presidente della Commissione Ambiente del Comune di Milano, eletto nel PD, ed Enrico Fedrighini, Verde, eletto nella lista di SinistraXMilano.

Su tre cose siamo tutti d’accordo:
– obbligo di velocità a 30 Kmh in tutta la città;
– troppe auto occupano lo spazio urbano;
– per ridurre l’inquinamento e favorire la condivisione dello spazio pubblico servono politiche di dissuasione dell’utilizzo dell’auto.
Quali soluzioni sono realizzabili in tempi brevi? Quali misure coraggiose, innovative, dirimenti proporre all’amministrazione?

Alfredo Drufuca ha denunciato la crisi di spazio urbano nella città attuale, il troppo spazio occupato dalle auto soffoca le altre funzioni. Nel nostro paese domina la cultura dell’automobilista padrone della strada e Milano, con 750 veicoli ogni 1.000 abitanti, è ben al di sopra della media delle altre città europee. Allora bisogna limitare la sosta selvaggia, promuovere l’utilizzo dei parcheggi di interscambio (ad esempio quelli di Expo, o di via Novara) per favorire l’utilizzo della bici per chi arriva da fuori, il recupero di spazio per la mobilità attiva, la ciclabilità, la pedonalità sono misure a costo zero che favoriscono le attività economiche e migliorano la connettività del trasporto pubblico.
Le amministrazioni locali devono farsi parte supplente rispetto alle manchevolezze dello Stato. Nel decreto Italia è stato abolito il controllo telematico della velocità in ambito urbano, richiesto da molti per garantire una maggiore sicurezza.

Marco Schiaffino, di Attac Italia, ha proposto il trasporto pubblico gratuito, invitando l’amministrazione a prendere in mano la guida diretta di ATM. Il trasporto non deve essere considerato un servizio a pagamento ma un diritto dei cittadini. ATM Milano esce dal COVID con le ossa rotte perché il mancato introito ha creato un buco di bilancio da 300 milioni (annunciavani giusto pochi giorni fa). ATM deve tornare ad essere una municipalizzata senza obbligo di fare utili. Le norme statali prevedono una riduzione del 15% dei finanziamenti pubblici nel caso un Comune non metta a gara i servizi pubblici. La vendita dei biglietti, mediamente copre il 26% del costo totale del servizio (a Milano il 50%), la gratuità del trasporto pubblico costerebbe 3,8 miliardi a livello nazionale, corrispondente allo 0,2% del PIL. Propone di finanziare la gratutità con la fiscalità generale, ma su questo tema non c’è accordo. Per Drufuca la gratuità porta a svalorizzare il servizio, quello che servirebbe è investire per rendere il trasporto pubblico più frequente, più veloce, più competitivo.

Enrico Fedrighini ha confermato la necessità di integrare gli interventi sulla mobilità in una visione complessiva che abbia come finalità generale la riconversione ambientale.
Servono misure locali rapide che si assumano responsabilità che superino i confini urbani, vanno avviati processi concordati con i sindaci e le imprese della città metropolitana. Lo spazio pubblico sicuro deve essere un bene comune distribuito in modo uniforme nella città e non solo appannaggio dei quartieri centrali.
Vanno individuati assi portanti dedicati al trasporto pubblico e alle ciclabili che garantiscano a tutti una maggiore libertà di movimento in sicurezza. Bisogna intervenire sui flussi dalla città metropolitana per evitare quartieri parcheggio, con tutti gli spazi pubblici nelle aree periferiche. A Milano con 14 linee ferroviarie arrivano solo 300.000 passeggeri al giorno, a Monaco di Baviera con 12 linee ne arriva 1 milione. Servono più treni e più vagoni, ma la Regione Lombardia va in direzione opposta.

Carlo Monguzzi ha messo l’accento sul fatto che l’amministrazione deve avere il coraggio di fare sintesi, rispetto alle varie spinte e istanze che arrivano dalla città e dalle forze politiche. Nei Comuni della città metropolitana manca un vero proprio sistema di trasporto pubblico e così ogni giorno arrivano in città più di 800.000 veicoli, che intasano le strade cittadine e riducono la velocità commerciale del trasporto pubblico, e si sa, i problemi di frequenza generano ulteriore traffico privato.
La città sicura ha bisogno di traffico più sicuro con una velocità massima di 30 km/h.
Area C era entrata in crisi già prima del Covid, perché erano aumentati gli accessi, va ripensata e potenziata senza fasce orarie, che consentono agli Euro 0 di entrare prima delle 7.30 e poi circolare liberamente per il resto della giornata.
Area B va attuata senza deroghe, altrimenti non serve a combattere lo smog, anzi è solo controproducente. In questo periodo la sua sospensione ha permesso l’ingresso e la circolazione in città dei mezzi più inquinanti, vanificando parte dei risultati raggiunti durante la quarantena.

Un accenno alla partecipazione dei cittadini come contributo fondamentale alla progettualità della città futura è stato accolto con poco entusiasmo da parte dei due Consiglieri. Secondo Monguzzi, la partecipazione attiva e propositiva dei cittadini è molto debole e numericamente insignificante, mentre Fedrighini sottolinea la fatica e la difficoltà di intervenire in maniera efficace sulle misure e le decisioni della Giunta, dove spesso manca una vera cultura della sostenibilità e la consapevolezza della necessità di cambiamento epocale nel post Covid .Temi caldi per la nostra città: ci torneremo di nuovo per approfondire e raccogliere proposte, spunti idee per una Milano che vuole avere un futuro, nell’immediato, resiliente, ed una strategia per il futuro.

Anna Melone
Giuseppe Pino Rosa

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